Neurofeedback dinamico o neurofeedback non lineare

Cos'è e cosa non è


Ultimamente alcuni pazienti ci hanno riferito di aver trovato in internet un nuovo e più 'avanzato' tipo di neurofeedback che garantirebbe migliori risultati del neurofeedback 'tradizionale'. Da professionisti sanitari del settore, ci siamo incuriositi e abbiamo fatto una ricerca che ci ha consentito di capire molte cose interessanti su questo metodo, informazioni che riteniamo utile condividere.

Innanzi tutto abbiamo scoperto che, al contrario del neurofeedback propriamente detto, il neurofeedback 'dinamico' o 'non lineare' è un metodo senza alcuna base scientifica (zero studi scientifici) e, cosa che ci ha sorpreso ancor di più, condotto con un dispositivo non ad uso medico e non indicato per il trattamento di condizioni patologiche. E' pubblicizzato tramite un marketing pressante, di solito privo di informazioni rilevanti e ben definite, ma ricco di concetti molto astratti e spesso confusi di 'benessere', 'equilibrio' e simili. 

Ma a cosa serve il neurofeedback dinamico? 

A detta dei sostenitori, nonostante la totale assenza di studi scientifici, il neurofeedback dinamico è più avanzato del neurofeedback tradizionale; come vedremo in realtà è esattamente il contrario.

Mentre il neurofeedback vero e proprio è fondato su una robusta sperimentazione scientifica (migliaia di studi in più di 40 anni di ricerca scientifica!) il neurofeedback 'dinamico' non è supportato da studi scientifici controllati: per tale ragione definiamo il neurofeedback tradizionale neurofeedback scientifico, proprio per distinguerlo dal neurofeedback 'dinamico'.

Superando faticosamente la mole di informazioni vaghe sul neurofeedback 'dinamico', da un'analisi attenta siamo riusciti ad individuare le caratteristiche salienti di questo metodo 'avanzato' e le abbiamo messe a confronto con le caratteristiche del più noto (e più accessibile) neurofeedback scientifico, sintetizzando i dati nella tabella sottostante.

 


Neurofeedback scientifico vs. neurofeedback dinamico

Tabella comparativa


 

 

Neurofeedback Scientifico (con o senza Brain Map)

Neurofeedback dinamico

Si avvale di dispositivi ad uso medico

Si.

CE Medical certification

FDA certification

Non è un dispositivo

medico

Utilizzabile per patologie

Si

(dimostrato)

No

Numero di studi scientifici peer reviewed (Pubmed)

Migliaia

(più di 3500 su Pubmed)

 Nessuno

Ottimizzazione funzionamento cerebrale

Si

(dimostrato)

(?)

Potenziamento abilità cognitive

Si

(dimostrato)

(?)

Misurazioni al secondo

2048

256

Numero di Canali EEG

da 2 a 19 canali

2

Risoluzione temporale variazioni onde EEG

Molto elevata

Bassa

Giochi neurofeedback guidati per bambini e adulti

Si

Molto efficaci per ADHD

No

Uso della Realtà Virtuale

Si

Molto efficace

No

Feedback visivo

Si

Video, grafici, animazioni, game

No

Feedback sonoro

Si. Musica o suoni a scelta.

Si. Musica

Svolto solo da  professionisti   sanitari

(psicologo o medico)

Si

Vincolo deontologico e legale obbligatorio.

No

Nessun vincolo deontologico richiesto.

Valutazione EEG personalizzata

Si

?

Valutazione EEG automatica

Si

Si

Confronto con database normativo* (‘lineare’)

Si

No

Confronto tra le onde EEG prodotte dal singolo individuo (‘non-lineare’)

Si

Controllato dal professionista sanitario

Si

Solo automatico

Valutazione Psicofisiologica

Si

No

“Dice al cervello” come autocorreggersi

Si

(?)

Punta a stabilizzare l’attività delle onde EEG su valori normali

Si

(?)

Brain Map

Posizionamento dei sensori su diverse aree cerebrali in base al problema e agli studi scientifici

Si

No

Validità scientifica

Elevata

Assente/insufficiente

Numero di studi scientifici peer reviewed (Pubmed) 

Migliaia

(più di 3500 su Pubmed)

Nessuno

Numero di sedute

Variabile

Variabile

Costo a seduta

 60 euro

 ?

Effetti collaterali

Nessuno

?

 

Tutti i punti interrogativi che si trovano nelle caselle relative al neurofeedback 'dinamico' sono dovute all'assenza di una sperimentazione peer reviewed su piattafirme attendibili come Pubmed.

Da tale confronto emerge che i dati disponibili sul neurofeedback 'dinamico' non consentono neanche un vero confronto e che, ad oggi, esiste solo un tipo di neurofeedback vero e proprio, il neurofeedback scientifico che è utilizzabile sia per ottimizzare l'attività EEG, sia per potenziare le abilità cognitive, sia per trattare disturbi specifici (es. ADHD/ADD) e che è riconosciuto dalla comunità scientifica.

La cosa più importante è che il neurofeedback 'dinamico' non è supportato da studi scientifici attendibili; la sua efficacia cioè non è mai stata scientificamente e seriamente dimostrata. La stessa casa produttrice o i suoi rivenditori dichiarano che quel sistema non deve essere usato per il trattamento di disturbi della salute. 

Il neurofeedback scientifico invece è una scienza e, come tale, è basato sulla sperimentazione scientifica; facendo una semplice ricerca su Pubmed (il 'Google' delle ricerche medico-scientifiche usato dai ricercatori di tutto il mondo), risultano esserci più di 3 mila e 500 studi scientifici sul metodo del neurofeedback scientifico (o EEG-Biofeedback) pubblicati sulle riviste scientifiche di rilevanza, ossia riviste che pubblicano solo studi scientifici condotti con il necessario rigore scientifico e 'peer reviewed' (ricorda bene questo termine!), ossia sottoposti a controlli incrociati svolti da veri esperti del settore cui si riferisce ogni singolo articolo e che garantiscono un alto livello di scientificità della ricerca e attendibilità dei risultati.

Un sistema di neurofeedback scientifico professionale misura l'attività EEG non 256 volte al secondo (come il neurofeedback 'dinamico'), ma da 1024 a 2048 volte al secondo! Solo i sistemi più antichi forse hanno una frequenza di campionamento (sampling rate) per l’EEG di 256. Gli esperti del settore lo sanno bene.

In realtà, come si può vedere dalla tabella (che chiunque, con un po di pazienza, può verificare) il neurofeedback dinamico è assai meno avanzato e meno preciso del neurofeedback scientifico, tant'è che i dispositivi di cui si avvale il neurofeedback 'dinamico':

  • non sono dispositivi medici (non hanno le certificazioni CE Medical e FDA);
  • hanno prestazioni basse (sample rate di 256 contro i 2048 del NF scientifico);
  • non possono essere usati per trattare disturbi, patologie e qualsiasi condizione che abbia a che fare con la salute fisica e psichica, incluso l'ADHD/ADD;

Inoltre, chiunque può proporre questo metodo, senza neanche la necessità di una laurea in psicologia o in medicina, anche persone non vincolate ad un codice deontologico: la cosa grave è che in rete si trova anche chi dichiara che il metodo è efficace nella cura di disturbi seri, come l'ADHD, nella totale assenza di studi scientifici.

Al contrario, il neurofeedback scientifico si avvale di dispositivi medici e di ricerca professionali tecnologicamente assai più avanzati e precisi (10 volte più precisi) e può essere praticato solo da professionisti sanitari (psicologi o medici), solo per il training su alcuni disturbi (es. ADHD, Epilessia, Depressione, Ansia, Autismo, Demenze...) o condizioni (stress), ma non per altri.


Il Neurofeedback scientifico funziona?


Il Neurofeedback vero e proprio, quello scientifico, funziona bene a patto che si rispettino poche regole di base:

  1. Deve essere applicato solo per le condizioni per le quali esistono studi scientifici reperibili su PubMed.
  2. Non deve essere una procedura automatizzata. 
  3. Deve essere condotto da un Neuropsicofisiologo esperto.
  4. Il Neuropsicofisiologo deve essere uno Psicologo o un Medico (abilitato in Italia)
  5. Deve esser condotto con strumentazioni avanzate di grado medico o di ricerca.

Queste condizioni assicurano il raggiungimento di ottimi risultati.


Consigli e buon senso


 Se si decide di fare il Neurofeedback, consigliamo di seguire le seguenti regole di buon senso:

  1. Assicurarsi che si tratti del Neurofeedback vero e proprio (scientifico); chi lo pratica lo denomina semplicemente "neurofeedback", senza altre parole aggiunte, più o meno creative o autoreferenziali), preferibilmente quello più avanzato (guidato dalla Brain Map e z-scored); 
  2. Assicurarsi che sia praticato da personale sanitario abilitato in Italia, ossia Psicologi o Medici (verificare l'iscrizione all'Ordine Professionale).
  3. Assicurarsi che in Medici o Psicologi siano anche Neuropsicofisiologi e abbiano strumenti adeguati e lunga esperienza nel Neurofeedback.
  4. Verificare che gli studi citati siano pubblicati su PubMed e leggere bene se nello studio si parla esplicitamente di Neurofeedback Dinamico o di Neurofeedback vero e proprio. Dubitare se non è pubblicato su PubMed.
  5. Non confondere mai il Neurofeedback vero e proprio col neurofeedback dinamico (o simili), sono due cose ben distinte.
  6. Se il neurofeedback dinamico non ha funzionato, non pensare che lo stesso sarebbe stato col Neurofeedback vero e proprio; sono 2 metodologie profondamente diverse.

 

 

 

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