Neurofeedback e Brain Map per Dipendenze e Alcolismo
La dipendenza è descritta come una condizione cronica in cui l’uso di una sostanza diventa compulsivo e continua anche di fronte a conseguenze negative importanti sul funzionamento personale, sociale, lavorativo o sulla salute.
I sintomi più caratteristici sono:
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pattern compulsivo di assunzione;
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perdita di controllo (si usa più di quanto si intendeva, non si riesce a ridurre);
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priorità data alla sostanza rispetto ad altri impegni/relazioni;
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tolleranza (bisogno di quantità maggiori per ottenere lo stesso effetto)
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astinenza;
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uso che continua malgrado danni fisici, psicologici o sociali.
Secondo studi recenti le sostanze più comunemente abusate sono nicotina, alcol, marijuana, cocaina e oppiacei.
L’uso di sostanze psicoattive ha contribuito al 12,4% di tutti i decessi nel 2000 (dati Organizzazione Mondiale della Sanità)
Inoltre, le dipendenze comportamentali, come il gioco d’azzardo, la dipendenza da cibo e il disturbo da gioco online, sono associate a compromissioni cognitive, problemi sociali e tendenze suicide (Fathi et al., 2022; Valenciano-Mendoza et al., 2021).
i metodi di trattamento tradizionali per le dipendenze da sostanze o comportamentali sono sia farmacologici che comportamentali ma presentano limitazioni nel raggiungere una completa guarigione, con un tasso di ricaduta stimato intorno al 70% (Dehghani-Arani et al., 2013).
il neurofeedback (QEEG guidato) è un intervento non farmacologico utilizzato per le dipendenze che mira a migliorare l’autoregolazione delle funzioni cerebrali. Si tratta di un metodo di autoregolazione cerebrale assistita che utilizza tecnologie avanzate per stimolare un apprendimento inconscio del cervello.
Attraverso una mappa EEG personalizzata (Brain map), il sistema rileva in tempo reale l’attività elettrica cerebrale e fornisce un feedback immediato – come un suono, un’immagine o un cambiamento sullo schermo – ogni volta che il cervello si muove verso schemi più equilibrati e funzionali.
In questo modo, il cervello modifica automaticamente il proprio modo di funzionare, correggendo gradualmente le anomalie funzionali che possono contribuire a specifici disturbi o condizioni.
Gli effetti del neurofeedback consistono nel normalizzare le aree cerebrali disfunzionali e nel migliorare i sintomi associati, favorendo un riequilibrio duraturo delle reti neuronali coinvolte.
Brain Map e Dipendenze
Il brain mapping (o mappatura cerebrale) è un’analisi del funzionamento elettrico del cervello ottenuta con un elettroencefalogramma quantitativo (qEEG). Si registrano per alcuni minuti le onde cerebrali in uno stato di riposo, a occhi aperti e chiusi, e si confrontano con un database normativo di riferimento. In questo modo è possibile vedere (in una mappa cerebrale) come comunicano tra loro le diverse aree del cervello e se ci sono zone che lavorano troppo o troppo poco.
Nel caso delle dipendenze la brain map può mostrare un’eccessiva instabilità o iperattivazione in alcune aree corticali. Durante il training, il neurofeedback rinforza in modo mirato l’attività più stabile e armoniosa di quelle aree, aiutando il cervello a ridurre i sintomi associati alle dipendenze nel tempo.
Le alterazioni possono variare in base al tipo di sostanza, in genere la brain map (come la letteratura scientifica) nel caso delle dipendenze evidenzia:
- Potenza delle onde beta a riposo aumentata (globalmente e fronto-centrale);
- Coerenza/connettività a riposo alterata (soprattutto in alfa–beta);
- Dinamica theta–beta alterata e connettività alfa ridotta
Riferimenti scientifici
Fathi, M., Ebrahimi, M. N., Banazadeh, M., Shirvani, A., Kamalahmadi, N., Amiri, H., & Talaei, A. (2025). A systematic review on the role of EEG and fMRI-Neurofeedback training in the treatment of substance use disorders and behavioral addiction. Psychiatry Research, 349, 116474.
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