Brain Map e qEEG Neurofeedback
Costi, tempistiche e metodo

La Brain Map è una mappa cerebrale che evidenzia le aree del cervello disfunzionali associate a diverse condizioni patologiche o subcliniche come l'ansia, la depressione, l'emicrania, la fibromialgia, l'autismo e le altre condizioni più avanti riportate.
La Brain Map è il risultato di una misurazione elettroencefalografica (EEG) condotta con tecnologie di analisi avanzate che consentono un'analisi quantitativa dei dati (qEEG = quantitative EEG), e il confronto dei valori EEG del paziente con la norma (z-score) ricavata in ambito scientifico da un ampio campione normativo (persone senza sintomi o disturbi).
Ottenuta la Brain Map, lo Psicofisiologo mette in relazione le anomalie cerebrali funzionali con gli studi scientifici di settore, per isolare con precisione le aree cerebrali su cui intervenire (è la parte più importante del processo di valutazione), definendo un protocollo di Neurofeedback altamente (necessariamente) personalizzato, ciò che aumenta l'efficacia del trattamento e ne riduce la durata.
Brain Map e Neurofeedback di Ultima Generazione
Il Neurofeedback guidato dalla Brain Map, costituisce oggi la forma di neurofeedback più avanzata al mondo, a patto che vengano usate le strumentazioni e le tecniche più recenti, di ultima generazione.
Presso il Centro di Neurofeedback e Biofeedback di Roma utilizziamo le tecnologie e le procedure più avanzate al mondo (Neuroguide® - USA) per la realizzazione delle Brain Map e per i trattamenti/training di Neurofeedback di ultima generazione per l'emicrania, l'ansia, la depressione, lo stress acuto e cronico, le dipendenze, e tante altre condizioni e sintomatologie.
I sistemi di ultima generazione presentano molti vantaggi in termini di velocità, qualità e comfort:
- Utilizzo di sensori a secco (dry) o semi-dry - I sistemi meno recenti utilizzano sensori che richiedono l'applicazione di gel conduttori sulla testa (sotto i 21 elettrodi, 21 applicazioni di gel), risultando piuttosto sgradevole (freddo alla testa, capelli e cuoio bagnati), specie per i bambini. Sono disponibili anche cuffie EEG con sensori wet o semi-dry.
- Preparazione rapida - Grazie all'uso dei sensori a secco (dry) il montaggio, in mani esperte, risulta essere molto rapido (3-5 minuti); con i sistemi di vecchia generazione il solo posizionamento degli elettrodi poteva richiedere dai 30 minuti o più. Questo costituiva un importante limite di utilizzo del Neurofeedback guidato dalle Brain Map.
- Alta qualità del segnale - Grazie all'uso di cuffie dry a bassissima impedenza e a sistemi di calibrazione in tempo reale, il segnale EEG risulta preciso e di alta qualità.
- Libertà di movimento - Con i nuovi sistemi il paziente può muoversi liberamente; i vecchi sistemi fanno uso invece di lunghi cavi attaccati a dispositivi "fissi" che non consentono alcun movimento.
- Software di analisi avanzati - I software di analisi più avanzati al mondo sono, attualmente, made in USA e richiedono computer potenti.
- Analisi scientifica - I sistemi da noi utilizzati di ultima generazione consentono un aggiornamento in tempo reale su tutti gli studi scientifici di settore, necessari allo psicofisiologo al fine di utilizzare sempre le metodologie di neurofeedback più avanzate disponibili.
L'utilizzo di questi strumenti di ultima generazione presso il nostro Centro, unita alla lunga esperienza dei professionisti e alla loro preparazione scientifica e tecnica, rende il Brain Mapping e il neurofeedback più preciso e tollerato anche dalle persone più "difficili", come i bambini.
Brain Map e QEEG Neurofeedback: come funziona?
La costruzione di una Brain Map costituisce la fase di valutazione iniziale di un processo che possiamo suddividere in 4 step.
Step 1 - Costruzione della Brain Map - La strumentazione (qEEG) registra le onde cerebrali con una cuffia dotata di almeno 21 sensori (posta sulla testa del paziente) e le confronta con i valori considerati normali (un database normativo costruito su persone sane), per evidenziare eventuali anomalie. Queste ultime vengono evidenziate in una mappa cerebrale (Brain Map) che rappresenta le aree cerebrali disfunzionali (incluse le connessioni tra le aree), con diversi colori. Per questo esame utilizziamo le tecnologie e i sistemi di analisi più avanzati al mondo oggi disponibili (di ultima generazione) e in continuo aggiornamento (qEEG, sLORETA, swLORETA, z-score) e strumenti di misurazione di massima precisione (di livello medico e/o di ricerca).
Step 2 - Valutazione - I dati così ottenuti vengono integrati con tutte le altre valutazioni fatte dal paziente (diagnosi mediche, valutazioni cognitive, test psicologici, esami, ecc.); tutti questi dati vengono poi confrontati, dagli Psicofisiologi del Centro che prendono in carico il paziente, con quelli provenienti dalla ricerca scientifica sull'efficacia del Neurofeedback nel trattamento della specifica condizione (sintomi, disagio, disfunzioni...) o nel potenziamento di determinate abilità psicofisiche (attenzione, creatività, ragionamento, ecc.).
Questa è la parte più importante del processo di valutazione e richiede una vasta conoscenza scientifica di settore da parte dello Psicofisiologo; anche per questa ragione è necessario che sia la valutazione (Brain Map) che il trattamento di Neurofeedback siano condotti sempre da uno Psicofisiologo esperto e non da tecnici; tanto la Brain Map quanto il training di Neurofeedback non sono attività "meccaniche" ma richiedono continui aggiustamenti e capacità d'interpretazione scientificamente fondate. Da una Brain Map precisa, deriva un trattamento più efficace.
Step 3 - Costruzione del protocollo di qEEG Neurofeedback - In questa fase, grazie all'attenta analisi dei dati raccolti, si costruisce un protocollo di qEEG Neurofeedback che consenta di agire in modo mirato (e col numero più basso di sedute possibile) sulle regioni cerebrali target individuate nelle fasi precedenti, solo quelle pertinenti al problema del paziente. Per questo si parla di ultra-personalizzazione dei protocolli. Anche i trattamenti di qEEG Neurofeedback vengono svolti utilizzando le tecnologie più avanzate oggi disponibili, sempre di livello medico.
Step 4 - Trattamento/training di Neurofeedback - Le sedute di trattamento di NF possono svolgersi flessibilmente con cadenza settimanale o anche infrasettimanale (es. 2 sedute a settimana o più). Una singola seduta ha una durata di circa 30-40 minuti. E' anche possibile svolgere doppia seduta lo stesso giorno; lo studio inoltre è aperto anche il Sabato.
Condizioni Cliniche
Applicazioni cliniche riconosciute del Neurofeedback (incluso qEEG-guided neurofeedback), sono le seguenti
-
- ADHD
- Autismo
- Cefalea di Tipo tensivo (vedi sezione cefalee)
- Emicrania (vedi sezione cefalee)
- Ansia e Attacchi di Panico
- Insonnia
- Disturbi dell’apprendimento (es. dislessia)
- Epilessia
- Depressione
- Fibromialgia
- Dolore cronico e neuropatico
- Acufeni (tinnitus)
- Iperacusia
- Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)
- Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
- Schizofrenia
- Disturbi alimentari (Anoressia, Bulimia, controllo del peso, obesità)
- Demenze non-Alzheimer
- Malattia di Alzheimer
- Dipendenze / abuso di sostanze
- Riabilitazione post trauma cranico / ictus
- Disturbi ormonali
- Potenziamento Cognitivo (creatività, attenzione, memoria, concentrazione, ecc.)
- Peak performance (agonismo, ambito militare e civile)
- Altre condizioni
Queste applicazioni sono citate in diverse fonti, tra cui il documento AAPB “Standards for Performing Biofeedback”, e la rassegna “Evidence-Based Practice in Biofeedback and Neurofeedback” di Yucha & Montgomery (2008). La AAPB (Association for Applied Psychophysiology and Biofeedback) è dal 1969 il punto di riferimento della formazione e ricerca nell'ambito del Biofeedback e del Neurofeedback (una volta definito EEG-Biofeedback).
Nota:
Si tratta di un elenco di condizioni supportate dagli studi scientifici di settore, anche con protocolli qEEG-guided (Z-Score, LORETA, sLORETA e swLORETA). Per una panoramica più estesa sugli studi e l'efficacia del qEEG Neurofeedback clicca qui.
Costi e tempistiche
La Brain Map è il risultato di un esame EEG quantitativo (qEEG) e normativo (confronto con una norma) che viene condotto da Psicofisiologi esperti, gli stessi che prendono in carico il paziente anche per il trattamento di Neurofeedback.
L'esame per la Brain Map dura mediamente 90 minuti e ha un costo di €650,00 o €550,00 con bonifico anticipato.
Grazie all'uso delle tecnologie e dei sistemi di analisi più avanzati al mondo (USA), e grazie all'esperienza degli Psicofisiologi che conducono l'esame e i trattamenti, i risultati e la Brain Map sono disponibili anche entro 24 ore.

qEEG Neurofeedback: come funziona?
Il qEEG neurofeedback è una tecnica di training cerebrale fondata su principi consolidati della psicofisiologia, in particolare sul meccanismo dell' apprendimento operante che a sua volta si fonda sulla plasticità neuronale (la capacità del cervello di modificarsi tramite l'apprendimento/allenamento).
Il processo inizia con la registrazione quantitativa dell’attività elettrica cerebrale (qEEG) e la realizzazione di una brain map, che confronta i pattern EEG del partecipante con database normativi, evidenziando eventuali deviazioni. Queste informazioni guidano la personalizzazione del protocollo di qEEG Neurofeedback training.
Durante le sessioni, il o la partecipante riceve un feedback visivo e/o uditivo in tempo reale: quando l’attività EEG della regione cerebrale target si avvicina ai parametri desiderati (normali), il sistema fornisce un rinforzo positivo che ha l'effetto di potenziare o depotenziare le onde eeg che si vogliono modificare, proprio per riequilibrare l'attività neuronale della regione target. Questo meccanismo, ampiamente validato nella letteratura scientifica sull'efficacia del neurofeedback su diverse condizioni cliniche e non cliniche, mira a favorire un riequilibrio funzionale dei pattern EEG che, come dimostrato da molti studi, è utilizzato nel trattamento di varie condizioni cliniche e subcliniche.
In linea teorica il razionale "riequilibrio eeg = miglioramento della condizione" può essere esteso a tutte le condizioni e patologie che coinvolgono il cervello e i sistemi somatici ad esso integrati (si pensi alle psicosomatizzazioni). Sebbene la ricerca proceda rapidamente dando continuamente conferme positive circa l'efficacia del qEEG neurofeedback (e del suo razionale) nel trattamento di diverse condizioni patologiche o di disagio, per molte condizioni e patologie non esistono ancora studi o esistono ancora pochi studi; ciò non significa che il metodo non funzioni, ma che la sua efficacia deve ancora essere dimostrata scientificamente; in questi casi il trattamento di QEEG neurofeedback deve essere sempre inteso come trattamento sperimentale e il paziente/utente deve esserne sempre informato.
Verificare sempre che i professionisti che svolgono le misurazioni (brain map/qEEG) e i trattamenti di Neurofeedback siano iscritti all'Ordine degli Psicologi o all'Ordine dei Medici. Solo gli psicologi e i medici, infatti, possono utilizzare il neurofeedback per trattare i disturbi, per alleviare i sintomi, per promuovere la salute o per promuovere maggior benessere psicofisico.
Presso il Centro di Neurofeedback e Biofeedback di Roma i trattamenti di Neurofeedback sono sempre svolti dal Dott. Alessio Penzo e dalla Dott.ssa Loredana Scalini, entrambi psicologi e psicofisiologi con lunga esperienza nel campo del Neurofeedback e del Biofeedback.
Riguardo agli studi sull'efficacia del qEEG guided Neurofeedback, su questo sito è pubblicata parte della bibliografia (=studi scientifici) disponibile su PUBMED: per visualizzarla clicca qui.
Onde cerebrali, stati di coscienza e correlazioni cliniche
ONDE DELTA (1–4 Hz)
Caratteristiche: onde molto lente e ad alta ampiezza.
Stati fisiologici: predominano nel sonno profondo non-REM (stadi 3–4). Associate a processi di riparazione e rigenerazione del corpo.
Funzioni: consolidamento della memoria procedurale e recupero fisico.
Alterazioni patologiche:
Presenza in veglia → disturbi cognitivi, difficoltà di apprendimento, deficit attentivi (ADHD).
Frequente in pazienti con traumi cranici o lesioni cerebrali → incapacità di mantenere stati di coscienza vigile.
Alcuni casi di demenza avanzata mostrano eccesso di attività delta a riposo
ONDE THETA (4–8 Hz)
Caratteristiche: frequenza medio-lenta, ampiezza variabile.
Stati fisiologici:
Infanzia (comuni nei bambini piccoli).
Veglia rilassata, sonnolenza, meditazione profonda, sogno a occhi aperti.
Presenza nella fase 1 del sonno.
Funzioni: creatività, immaginazione, accesso a contenuti inconsci; in alcuni studi associate a processi di memoria episodica.
Alterazioni patologiche:
-Eccesso in veglia → disattenzione, comportamento caotico, scarsa concentrazione.
-Correlata a ADHD (iperattività compensatoria o ipo-arousal corticale).
-In alcune epilessie temporali e in quadri encefalopatici compaiono onde theta persistenti.
ONDE ALPHA (8–12 Hz)
Caratteristiche: onde moderate, regolari, tipicamente più forti nelle regioni occipitali e parietali.
Stati fisiologici:
Veglia rilassata e tranquilla con occhi chiusi.
Meditazione, introspezione, “presenza nel qui e ora”.
Funzioni:
Favoriscono integrazione mente-corpo, apprendimento, coordinazione mentale, rilassamento.
Sono considerate il “filtro” tra mondo interno ed esterno: regolano l’attenzione selettiva.
Alterazioni patologiche:
-Eccesso di alfa è legato a“cervello al minimo” (idling), inattività cognitiva, difficoltà di concentrazione.
-Deficit di alfa è legato difficoltà a rilassarsi, insonnia, ansia, iperattività mentale.
Alcuni studi mostrano asimmetria alfa frontale (FAA) come marker di depressione (riduzione emisfero sinistro → anedonia, riduzione motivazione).
ONDE BETA (12–30/38 Hz)
Caratteristiche: onde veloci e a bassa ampiezza.
Stati fisiologici:
Stato di veglia attiva, attenzione, concentrazione, problem solving.
Pianificazione, decision making, logica.
Suddivisioni:
-Beta1 (12–15 Hz) → stato di vigilanza calma (“fast idle”), attenzione rilassata.
-Beta2 (15–22 Hz) → impegno attivo, ragionamento, problem solving.
-Beta3 (22–38 Hz, high beta) → pensiero complesso, eccitazione, ansia, iperattivazione.
Alterazioni patologiche:
Eccesso legato ad ansia, insonnia, mente “in corsa” (racing thoughts), tensione muscolare.
Deficit legato ad apatia, scarsa iniziativa, ridotta capacità di mantenere attenzione.
Alcuni disturbi come il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) mostrano pattern con iper-beta in specifiche aree frontali.
ONDE GAMMA (30–100 Hz)
Caratteristiche: onde ad altissima frequenza, bassa ampiezza.
Stati fisiologici:
Queste onde sono coinvolte in processi di percezione cosciente, binding sensoriale, memoria di lavoro e insight.
Studi su meditatori esperti mostrano aumento di gamma durante stati di compassione e consapevolezza elevata.
Alterazioni patologiche:
Alcuni lavori riportano anomalie gamma in schizofrenia, autismo e Alzheimer, correlate a difficoltà di integrazione cognitiva.
Sintesi comparativa
|
Onde |
Frequenza |
Stato fisiologico |
Funzioni principali |
Alterazioni patologiche |
|
Delta |
1–4 Hz |
Sonno profondo |
Riparazione, recupero fisico |
ADHD, trauma cranico, demenza |
|
Theta |
4–8 Hz |
Sonno leggero, meditazione, infanzia |
Creatività, memoria, immaginazione |
ADHD, epilessia, encefalopatie |
|
Alpha |
8–12 Hz |
Rilassamento vigile, meditazione |
Integrazione mente-corpo, attenzione selettiva |
Ansia, insonnia, depressione (asimmetria FAA) |
|
Beta |
12–30/38 Hz |
Attività cognitiva, concentrazione |
Problem solving, decisioni, vigilanza |
Ansia, DOC, insonnia, agitazione |
|
Gamma |
30–100 Hz |
Stati elevati di coscienza, percezione integrata |
Binding sensoriale, memoria di lavoro |
Schizofrenia, autismo, Alzheimer |
Fonti principali
- Niedermeyer, E., & da Silva, F. L. (2004). Electroencephalography: Basic Principles, Clinical Applications, and Related Fields (5th ed.). Lippincott Williams & Wilkins.
- Harmony, T. (2013). The functional significance of delta oscillations in cognitive processing. Frontiers in Integrative Neuroscience, 7, 83.
- Klimesch, W. (1999). EEG alpha and theta oscillations reflect cognitive and memory performance: a review and analysis. Brain Research Reviews, 29(2–3), 169–195.
- Başar, E. (2012). A review of gamma oscillations in healthy subjects and in cognitive impairment. International Journal of Psychophysiology, 86(1), 25–38.
- Thatcher, R. W., North, D., & Biver, C. (2005). Evaluation and validity of a LORETA normative EEG database. Clinical EEG and Neuroscience, 36(2), 116–122.
- American Clinical Neurophysiology Society (ACNS) Guidelines
- Linee guida ufficiali sull’uso dell’EEG e della qEEG in ambito clinico.
- Davidson, R. J. (1998). Anterior electrophysiological asymmetries, emotion, and depression: conceptual and methodological conundrums. Psychophysiology, 35(5), 607–614.
TESTIMONIANZE, DOMANDE E RISPOSTE
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ho 51 anni e da 10 anni sono in cura con psicofarmaci per disturbo depressivo in seguito ad eventi traumatici. Inoltre per problemi di attacchi di panico e ansia generalizzata soffro da circa vent’anni di disturbi del sonno. La mia situazione psicologica è abbastanza complessa perché protratta nel tempo con diversi disturbi sopraggiunti. Ho letto del neurofeedback e scoperto online il vostro centro, vorrei sapere se ritiene possa essere efficace per valutare e trattare la mia condizione. Grazie
Per chi viene da altre regioni, per ridurre i viaggi, spesso si opta per sedute doppie una volta a settimana o ogni due settimane; inoltre, poiché il centro è aperto anche di Sabato, alcuni preferiscono fare due sedute doppie consecutive il Venerdì e il Sabato, o il Sabato e il Lunedì.
Quanto e in cosa possa migliorare la bambina dipende molto dalle problematiche concrete che presenta; dobbiamo cioè prima capire se la bambina è in grado di percepire il segnale di feedback (visivo, uditivo, o vibrotattile) necessario ad allenare il cervello per correggere le alterazioni emerse con la brain map ed ottenere i miglioramenti attesi. Poichè ogni bambino ha gusti molto specifici è fondamentale disporre di tante modalità di stimolazione, come video di ogni genere (es. da Youtube, Netflix, cartoni, ecc.), musica, viedo game (nei casi lievi o moderati) e, nel caso in cui la bambina non sia in grado di guardare il monitor, si usano anche stimoli vibrotattili (vibrazioni) e suoni.
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