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ADHD, ADD e Neurofeedback. Costi, durata e metodo.

 

 

Il Neurofeedback non è una tecnica di stimolazione elettrica, non ha controindicazioni, è sicura, non è invasiva, è adatta a bambini, adolescenti e adulti e la sua efficacia è supportata da una gran mole di studi scientifici.

Presso il nostro Centro di Psicofisiologia (Roma - Laurentina) utilizziamo un approccio avanzato di Neurofeedback sviluppato in anni di esperienza diretta e ricerca sul campo che, oltre ad utilizzare le tecniche e le tecnologie di neurofeedback più avanzate oggi disponibili come la Realtà Virtuale NF-guidata, il QEEG, i Video Game NF-guidati, il NF sonoro avanzato, ecc.) e i più elevati livelli di personalizzazione dei protocolli d'intervento, fa uso di tecnologie proprietarie (da noi realizzate) che ci consentono di ridurre tempi e i costi del trattamento o di trattare anche i casi più 'difficili', come ad esempio quelli connotati da un elevato grado di oppositività e interessi limitati, ultraselettivi o, come a volte accade, quasi del tutto privi di interessi.

Per ottenere risultati e il miglioramento scolastico sin da bambini ed evitare l'accumulo degli effetti negativi del deficit attentivo nel tempo, è indispensabile stimolare adeguatamente (=nella giusta misura) le abilità cognitive del bambino. Per far questo è indispensabile che il bambino si impegni (entro il suo limite massimo) a svolgere quei compiti, ciò che richiede un adeguata tensione motivazionale. Tutti conosciamo il valore della ricompensa nel motivare i bambini a sforzarsi a fare ciò che altrimenti non farebbero, come i compiti scolastici.

Tuttavia con i bambini ADHD, anche a causa delle dinamiche familiari consolidatesi, le ricompense non sono sufficienti.

Per tale ragione, in tanti anni di attività e ricerca, abbiamo sviluppato delle strategie e tecnologie di neurofeedback che ci consentono di mantenere alta la motivazione del bambino per tutta la durata di ogni singola seduta, sovrastando così la sua oppositività e il suo rifiuto verso il tema scolastico, ciò che gli consente di impegnarsi sempre di più (= allenare le sue abilità cognitive) in modo piacevole e in un clima affettivo altamente motivante, positivo e accogliente.

Tutti i trattamenti sono svolti esclusivamente da una équipe formata da 2 psicofisiologi-psicologi con alta formazione e lunga esperienza nell'uso del Neurofeedback per il trattamento specifico dell'ADHD/ADD.

E' infatti importante che il trattamento sia svolto sempre dagli stessi professionisti, che in tal modo possono conoscere bene il paziente (bambino, adolescente o adulto) e personalizzare con cura i protocolli di NF in base alla sua personalità, abitudini, comportamenti e preferenze, ciò che è determinante per l'efficacia del trattamento.

 

Il Neurofeedback "puro e crudo", pur essendo molto efficace nel trattamento dell'ADHD non era applicabile a tutti i casi, con una significativa percentuale di abbandono del trattamento da parte dei bambini più oppositivi; per questa ragione abbiamo deciso di introdurre i game tradizionali e in Realtà Virtuale, una tecnologia quest'ultima ancora poco diffusa (e alla quale i bambini non sono ancora assuefatti) che, nella nostra esperienza, ha un potere motivante molto forte anche con i bambini più oppositivi e con interessi molto ristretti rendendo possibile trattamenti altrimenti impossibili da attuare sino a poco tempo fa.


INDICE RAPIDO


Come agisce il Neurofeedback?

Tecnologie avanzate per l'ADHD/ADD

ADHD, soglia di tolleranza e ricompense

Come agisce il Neurofeedback?

Neurofeedback o farmaci?

Il vero Neurofeedback

Come funziona?

Obiettivi del trattamento

Il metodo di Neurofeedback integrato

Durata e costi del trattamento

Effetti collaterali

Efficacia a lungo termine

Valutazione pazienti


Come agisce il Neurofeedback?


Sul piano della concentrazione e attenzione, il Neurofeedback per l'ADHD, se condotto bene, potenzia progressivamente la capacità del bambino/adolescente/adulto di concentrarsi anche sui compiti più noiosi e impegnativi per tempi via via più lunghi, consentendogli non solo di raggiungere migliori risultati scolastici o lavorativi, ma, cosa più importante, specie se si tratta di bambini, di sviluppare un'abilità (quella della concentrazione sui compiti 'noiosi') che è indispensabile per poter svolgere qualsiasi attività impegnativa in futuro che richieda pazienza e impegno in vista di un vantaggio futuro.

La stessa scuola non serve solo a far immagazzinare al bambino conoscenze di vario genere ma, per tutta l'infanzia, fanciullezza e adolescenza, è un allenamento delle abilità neurocognitive che serviranno nelle successive fasi dello sviluppo: per questa ragione è indispensabile potenziarle l'abilità attentiva a partire dall'infanzia, per evitare che negli anni si accumulino deficit cognitivi e le conseguenze negative che producono. 

E' bene ricordare che la capacità attentiva del bambino ADHD/ADD non è compromessa in senso assoluto; il bambino, ad esempio, spesso gioca per ore ai videogame mantenendo prestazioni attentive prolungate nel tempo (anche se con fluttuazioni attentive anche importanti rilevabili con l'EEG); il vero problema è nella loro soglia di tolleranza verso i compiti meno graditi e considerati noiosi e non immediatamente gratificanti, come i compiti scolastici. Con un training di neurofeedback ben calibrato in quanto a impegno cognitivo richiesto e ricompense e che rispetti la progressività imposta dai limiti del bambino, è possibile spostare la soglia di tolleranza su livelli via via più alti e abituare il bambino a svolgere le attività 'noiose' o poco interessanti, come i compiti scolastici.

La scuola primaria e secondaria non hanno il solo scopo di fornire al bambino una base di conoscenza, ma, soprattutto, di allenare sia le sue abilità sociali e relazionali, sia le sue abilità cognitive di base, in primis il linguaggio, la memoria e il ragionamento, tutte abilità che dipendono dall'attenzione: per imparare a memoria una poesia, occorre prima porre attenzione sul testo da memorizzare; per poter imparare a leggere e scrivere o far di calcolo, bisogna porre attenzione ai contenuti dei testi di studio e all'insegnante;  senza l'attenzione (carente per via di una soglia di tolleranza troppo bassa), il bambino non può usare le altre abilità cognitive e questa carenza, se non compensata, nel tempo dà origine a deficit cognitivi che si ripercuoteranno sul rendimento scolastico e lavorativo del futuro ragazzo/ragazza.

Sul piano dell'iperattività, abbiniamo dei protocolli di neurofeedback che sono finalizzati proprio al controllo degli impulsi; ad esempio, nel caso dell'ipermotricità, usiamo protocolli che integrano il neurofeedback e l'elettromiogramma (di superficie), molto efficace.

Sul piano dell'oppositività (DOP), spesso presente nei bambini con ADHD e ostacolo a qualsiasi tipo di trattamento, questa può essere superata solo con un adeguato sistema di rinforzi neurofeedback guidati: è per questa ragione che utilizziamo i sistemi più avanzati oggi disponibili, inclusa la Realtà Virtuale NF-guidata, giochi di ogni genere, letture per ragazzi, ed altri tipi di premi 'cuciti' sulle preferenze specifiche dell'individuo e puntando sempre sulla varietà, perchè i bambini, specie con ADHD, si oltre ad annoiarsi facilmente di fronte ai compiti impegnativi e non immediatamente gratificanti (come quelli scolastici), si abituano presto alle novità, ciò che può ridurre la leva motivazionale necessaria a far progredire le loro abilità cognitive.

Sul piano dell'autostima il discorso si fa più articolato: quasi tutti i bambini con ADHD/ADD che hanno scarso rendimento scolastico, hanno anche una bassa autostima: l'universo del bambino ruota sostanzialmente attorno alla famiglia e alla scuola, i due luoghi in cui trascorre la maggior parte del suo tempo. Andare male a scuola e il feedback negativo che proviene dai compagni/insegnanti, spesso produce la convinzione del bambino di 'non essere intelligente' o di 'non essere adeguato' o di 'non essere all'altezza' e quindi di non essere apprezzato; questo stato contribuisce fortemente alla costruzione di un'autostima negativa che si ripercuote negativamente sul comportamento del bambino, aumentandone anche l'oppositività, l'iperattività e gli stati emotivi negativi: ansia, rabbia e depressione.

Tramite il training di neurofeedback il bambino sperimenta una situazione nuova e atipica in cui può esprimere e sviluppare le proprie abilità cognitive in modo giocoso, positivo, costruttivo e, allo stesso tempo, impegnativo; questo gli consente di sperimentare se stesso come capace e costruire un'immagine di sé più positiva, ciò che è possibile solo se sperimenta se stesso come capace di svolgere con successo attività in cui nel contesto scolastico (a nostro parere non strutturato adeguatamente) solitamente falliva. Anche grazie a questo fattore, si alimenta un circolo virtuoso in cui il bambino/ragazzo aumenta la fiducia in se stesso, riduce la paura del fallimento, riduce l'oppositività, aumenta la partecipazione e l'impegno scolastico, potenzia le abilità cognitive, aumenta la propria autostima, aumenta la fiducia in se stesso....e il ciclo si ripete.

 

Il Neurofeedback è una tecnica tramite la quale l'individuo con Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività (ADHD / ADD), per mezzo di un sofisticato sistema di feedback (ricompense) basato sull'elettroencefalogramma, potenzia la sua capacità di attenzione e concentrazione anche sui compiti 'noiosi' ma necessari (scuola, lavoro) e riduce l'iperattività. 

Il neurofeedback non comporta alcun tipo di stimolazione elettrica, non è invasivo, è totalmente indolore ed è supportato da un'ampia base scientifica.

Ad esempio, già molti anni fa, Monastra et al. (2002) dimostrarono un'efficacia del neurofeedback superiore al metilfenidato, un farmaco psicostimolante molto utilizzato nel trattamento farmacologico del ADHD.

Ancor prima Rossiter e La Vaque (1995) avevano già dimostrato che solo 20 sedute da 30 minuti di Neurofeedback avevano pari efficacia rispetto al metilfenidato; anche l'uso congiunto del Neurofeedback e del metilfenidato potenzia significativamente l'efficacia del trattamento (Gonzalez-Castro et al. 2015).

Inoltre, a differenza del farmaco che produce miglioramenti solo fin quando è assunto, il neurofeedback rende possibile il mantenimento nel lungo termine dei miglioramenti ottenuti (Monastra e coll. 2002). Ad esempio, Lubar (1995) ha dimostrato che dopo 10 anni dalla fine del trattamento gli effetti raggiunti vengono mantenuti: altri studi controllati hanno dimostrato un'efficacia a lungo termine.


Game e realtà virtuale neurofeedback-guidata


Presso il Centro di Psicofisiologia, Neurofeedback e Biofeedack di Roma utilizziamo, da sempre, le tecnologie e le tecniche più avanzate disponibili.
Oggi, nel campo del neurofeedback per l'ADHD/ADD (e del potenziamento neurocognitivo in generale), le tecnologie più avanzate ed efficaci prevedono l'uso di speciali 'video game', sia di tipo tradizionale che in realtà virtuale sempre, ovviamente, neurofeedback guidati, ossia collegati (in tempo reale) all'elettroencefalogramma del bambino/adolescente o adulto.
In parole semplici l'EEG rileva, attraverso l'uso di algoritmi specifici, istante dopo istante, se il bambino o adulto è attento: se lo è il game procede bene con punteggi, premi e incentivi di vario genere; quando non è attento il gioco si ferma, il punteggio cala o simili. La voglia del bambino di continuare a giocare lo spinge a sforzarsi di mantenere un'attenzione elevata e prolungata e, al contempo, uno stato di rilassamento.
In tal modo il bambino/adolescente usa il gioco come feedback, un feedback molto efficace e piacevole che consente di svolgere un allenamento intensivo della capacità di concentrazione e dell'inibizione dell'iperattività.
Per tale ragione tutti i trattamenti di neurofeedback per l'ADHD/ADD prevedono l'uso sapiente e combinato/alternato delle seguenti strategie e strumenti:
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  1. Tecniche di NF tradizionali
  2. Video Game Neurofeedback-guidati
  3. Realtà Virtuale Neurofeedback-guidata (game ed esperienze in VR)
  4. Compiti cognitivamente impegnativi di vario genere (simil-scolastici/lavorativi)

 

Video: Realtà Virtuale

neurofeedback-guidata

 

Video: Game tradizionali

neurofeedback-guidati 

 

Non smetteremo mai di sottolineare il fatto che il neurofeedback è un metodo d'intervento psicofisiologico che deve esser praticato da psicofisiologi esperti appositamente formati, la cui efficacia non risiede solo nelle tecnologie che si usano o nella formazione di base, ma nell'esperienza dello psicofisiologo che conduce un trattamento che deve sempre essere altamente personalizzato per dare risultati concreti.

Il problema degli ADHD/ADD: la soglia di tolleranza


 Se il bambino, l’adolescente o anche l’adulto con ADHD o ADD non riesce/vuole a mantenere l'attenzione sulle attività impegnative e noiose (studio, lavoro, ecc.) ma, allo stesso tempo, riesce a stare molte ore di fronte al computer o alla Playstation a giocare ai videogame preferiti, come si può dire che la sua capacità attentiva ‘non funzioni bene’ ossia presenti un deficit?

Questa è una sintesi delle domande che spesso ci pongono i genitori di figli e figlie con ADD o ADHD.  

La risposta è semplice ma non scontata: il problema risiede nella soglia di tolleranza dell’individuo ADHD/ADD verso i compiti attentivi considerati ‘noiosi’, come il dover stare attenti/e a scuola, il dover fare i compiti a casa o il dover svolgere altre attività ripetitive, prive di novità (all’inizio interessanti, poi noiose) o poco incentivanti.

Per varie ragioni, in parte genetiche, in parte ambientali, il set point di questa soglia di tolleranza negli individui con ADHD e ADD è più bassa rispetto ad altri individui: di regola, tutti i bambini, adolescenti e adulti preferiscono svolgere attività divertenti, piacevoli, immediatamente gratificanti e stimolanti rispetto ad attività monotone, faticose e spiacevoli; ma, nella maggior parte dei casi, la soglia di tolleranza rispetto a queste attività (spesso inevitabili e utili) è settata su valori che consentono il loro svolgimento (per quanto sofferto) e con grandi differenze interindividuali.

Negli ADHD con una componente di iperattività rilevante, al problema della soglia di tolleranza bassa si aggiunge anche una forte tendenza all’attuazione di comportamenti eccessivi che spesso si manifestano con movimenti di vario genere (ipercinesia) che si riducono durante lo svolgimento delle attività piacevoli e aumentano durante lo svolgimento di attività noiose o spiacevoli (spesso imposte): nel primo caso il bambino/adolescente è ‘preso’ da un’attività interessante, nel secondo è frustrato (malumore, rabbia, aggressività, ipercinesia) perché ‘costretto’ o pressato a svolgere attività che proprio non vuole fare: anche questa tendenza può avere basi genetiche e ambientali (anche perinatali) in proporzioni variabili.

A tutto questo poi si aggiungono molti atri fattori, come la personalità dell’individuo e fattori ambientali (famiglia, scuola, amici, altri contesti) che possono favorire o sfavorire la comparsa di questi fenomeni.

Come spiegato più avanti, il neurofeedback, se svolto con un criterio altamente personalizzato, è un vero e proprio allenamento neurocognitivo che, progressivamente e in modo naturale, non solo potenzia direttamente le abilità cognitive (attenzione, memoria) del bambino rispetto ai compiti 'noiosi', ma, cosa ancora più importante, innalza il set point della soglia di frustrazione su livelli via via più prossimi a quelli normali, con conseguente aumento nelle prestazioni scolastiche/lavorative/sociali e una conseguente riduzione dell’iperattività (se presente).

 


Come agisce il Neurofeedback? Palestra e plasticità neuronale


Il neurofeedback è un vero e proprio allenamento dell’abilità neurocognitiva che definiamo “attenzione sostenuta” e, al contempo, dell'abilità di controllare o inibire l'iperattività e gli impulsi.

Ciò è reso possibile dall'uso di una sofisticata tecnologia che è in grado di registrare l'attività cerebrale del paziente in tempo reale (elettroencefalogramma), di interpretare i dati e di tradurli in un segnale (feedback) che avverte l'individuo in che misura è, attimo dopo attimo, attento/disattento o iperattivo/calmo al livello elettroencefalografico.

Grazie a questo feedback in tempo reale, che oggi forniamo attraverso game tradizionali o in realtà virtuale neurofeedback guidata, il bambino/adolescente o adulto produce stati attentivi molto più intensi e continuativi rispetto a quelli producibili in condizioni normali (senza il feedback elettroencefalografico) e, al contempo, un'intensa attività di controllo dei comportamenti iperattivi. Ciò costituisce il cuore del training (allenamento) del neurofeedback.

Possiamo tracciare un parallelo con l'allenamento che si fa in palestra per i muscoli: ad esempio, il body builder, per potenziare i propri muscoli e aumentare la massa muscolare, in palestra fa esercizi che producono sforzi ben al di sopra di quelli svolti nella vita quotidiana al di fuori della palestra, usando attrezzi e macchine appositamente progettate; ebbene, nel caso del NF, l'individuo, usando le tecnologie del neurofeedback e accessorie, produce sforzi intensi e prolungati  che non reclutano i muscoli ma le strutture neurofisiologiche che mediano la funzione attentiva e il controllo degli impulsi, con modalità ben studiate e a livelli di intensità ben superiori rispetto a quelli prodotti nelle attività ordinarie (studiare, lavorare, ecc.).

Questo allenamento, sfrutta i meccanismi neuroplastici del nostro cervello producendo modifiche che durano nel lungo termine (studi di follow up sino a 10 anni lo dimostrano) nella direzione di una capacità attentiva potenziata e di un'iperattività depotenziata.

Ad ogni seduta di training neurocognitivo (neuroterapia), il bambino/adolescente o adulto esercita il suo sistema neurocognitivo a mantenere la sua attenzione attiva in modo continuativo, volontario e controllato per periodi sempre più prolungati e ad un'intensità via via crescente, in base all'attenta regolazione dei parametri di ricompensa modulati dallo psicofisiologo in tempo reale in base alla risposta EEG e comportamentale del paziente nel corso di ogni singola seduta.

Detto in parole semplici, stare attenti/e diventa un atto auto-guidato (e non guidato da fattori esterni, come il gioco alla Playstation) e, soprattutto, un atto cognitivo via via più facile da compiere e, quindi, applicabile con maggior facilità su tutti i compiti che richiedono attenzione sostenuta, anche quelli più noiosi ma necessari, come i compiti scolastici. L'uso dei videogame e della realtà virtuale neurofeedback guidati rende questo allenamento, di per se molto impegnativo, piacevole e divertente, cosa indispensabile soprattutto con i bambini e gli adolescenti o gli adulti con una motivazione più instabile. 

 

 


Comparazione dell'efficacia del Neurofeedback e dei Farmaci


Sino al 30% dei bambini con deficit dell'attenzione (ADD/ADHD) non mostra alcun miglioramento con il trattamento farmacologico (stimolanti); nel restante 70% dunque i farmaci sono efficaci ma, spesso, presentano effetti collaterali che impongono la sospensione o la non somministrazione del farmaco (ad esempio nei bambini).

Inoltre, sebbene da una parte l'uso dei farmaci determini nei bambini con ADD/ADHD un migliore andamento scolastico, una migliore concentrazione e una minore iperattività, dall'altra i bambini hanno ancora difficoltà a svolgere i compiti che vengono loro richiesti, a seguire le regole, a capire perché un certo comportamento inappropriato deve essere corretto.

Quando si tratta di alterazioni di funzioni neurocognitive complesse, come accade nel ADD/ADHD, non esistono "scorciatoie farmacologiche"; il farmaco non insegna al bambino a correggere l'alterazione con i propri mezzi neurocognitivi; proprio in una fase dello sviluppo ideale per ogni forma di apprendimento (anche nei bambini ADD/ADHD). Anche se al bambino viene somministrato il farmaco per calmare i sintomi del disturbo, bisogna cercare di insegnare al bambino a modificare la propria alterazione, sempre in un clima giocoso e con gli strumento messi a disposizione dalle più avanzate tecnologie di neurofeedback.

Tutti i sintomi tipici dell'ADHD e ADD dipendono da un funzionamento cognitivo alterato che dipende in larga parte da un'ipoattività delle regioni cerebrali frontali che, negli ADD/ADHD, si manifesta con un ridotto metabolismo in queste regioni, una riduzione delle onde EEG veloci e un'eccessiva attività delle onde EEG lente, tutte alterazioni che possono essere efficacemente corrette con gli adeguati protocolli di Neurofeedback mentre i farmaci hanno un effetto molto ridotto sull'attività EEG (Lubar 1992).

Numerosi studi scientifici controllati infatti  hanno dimostrato che il neurofeedback (o EEG biofeedback) è efficace nel trattamento del Disturbo da Deficit dell'Attenzione e Iperattività (ADHD).

Ad esempio, Monastra et al. (2002) hanno dimostrato un'efficacia del neurofeedback superiore al metilfenidato, un farmaco psicostimolante molto utilizzato nel trattamento farmacologico del ADHD; ancor prima Rossiter e La Vaque (1995) avevano già dimostrato che solo 20 sedute da 30 minuti di Neurofeedback avevano pari efficacia rispetto al metilfenidato; anche l'uso congiunto del Neurofeedback e del metilfenidato potenzia significativamente l'efficacia del trattamento (Gonzalez-Castro et al. 2015); inoltre, a differenza del farmaco, che produce miglioramenti solo fin tanto che è assunto, il neurofeedback rende possibile il mantenimento nel lungo termine dei miglioramenti ottenuti (Monastra e coll. 2002).

 


 Il neurofeedback scientifico


Esiste un unico tipo di neurofeedback, quello supportato dalla scienza e che utilizziamo con protocolli ben validati/rodati e con le strumentazioni professionali più avanzate al mondo.

Attenzione quindi ad altri 'tipi' di neurofeedback, o spacciati tali, con nomi più o meno accattivanti e con descrizioni suggestive: non possono essere usati per il trattamento dei disturbi, non sono scientificamente supportati, non si avvalgono di dispositivi professionali ad uso medico (assenza di certificazioni CE Medical e FDA) e la loro efficacia non è dimostrata.

Il nostro consiglio è sempre lo stesso: verificare la scientificità del metodo proposto, specie se si affrontano problemi di salute e di disagio psicologico. Per farlo basta andare su PubMed e digitare nel campo di ricerca il nome del metodo di cui si vuole conoscere la scientificità: se il motore non restituisce risultati (articoli scientifici) o restituisce pochi risultati con il nome esatto di quel metodo, vuol dire che non è scientificamente supportato e che è meglio starne alla larga.

 


Come funziona il Neurofeedback per l'ADHD/ADD?


Gli individui affetti da ADHD o ADD presentano alterazioni dell'attività elettrica cerebrale rilevata sullo scalpo con l'EEG (elettroencefalogramma). Ad esempio i bambini con ADHD mostrano una produzione alterata di onde theta (4-8-Hz) e una produzione ridotta di onde beta (16-24 Hz) in specifiche regioni cerebrali.

Queste anomalie si registrano in modo ancor più marcato nel corso dello svolgimento di compiti cognitivi che richiedono attenzione e concentrazione, specie se prolungata.

Il training di neurofeedback in questo caso è finalizzato a ridurre l'ampiezza delle onde theta e a potenziare l'ampiezza delle onde beta: l'applicazione di questo protocollo per un periodo sufficientemente lungo è in grado di ridurre significativamente i sintomi del defcit attentivo e dell'iperattività.

Il presupposto teorico (dimostrato) su cui si basa il neurofeedback è che vi sia un legame tra le alterazioni delle onde cerebrali rilevate con l'EEG, le alterazioni neurobiologiche da cui esse generano e i sintomi del disturbo.

Il neurofeedback è un vero e proprio allenamento (training) del cervello attraverso il quale l'individuo (bambino, adolescente o adulto), grazie al feedback generato dalla strumentazione utilizzata, nel corso delle sedute riesce a correggere l'alterazione delle onde cerebrali nella direzione di una loro normalizzazione.

E' stato dimostrato che tale normalizzazione dell'attività cerebrale correla con il miglioramento dei sintomi tipici del disturbo: disattenzione, difficoltà di concentrazione, iperattività e impulsività.

L'esito di questo particolare tipo di training, dimostrato ampiamente da numerosi studi scientifici, è il significativo miglioramento dei sintomi: quanto più la composizione delle onde cerebrali si avvicina a quella normale, tanto più l'individuo si comporta normalmente. Quindi il successo del trattamento è proporzionale al modo in cui l'individuo impara a “normalizzare” le sue onde cerebrali che, nei bambini e nelle bambine con ADD/ADHD, dipende dall'applicazione di tecniche e strumenti appositamente sviluppati per questa particolare fascia di età, facilitando l'apprendimento con tecniche che fanno anche uso di videogame e realtà virtuale neurofeedback guidata, ossia giochi ed esperienze in VR che consentono al bambino/adolescente o adulto di imparare a normalizzare il proprio EEG mentre gioca e nelle altre fasi del training.

Il trattamento di neurofeedback per l'ADHD e l'ADD è supportato da numerosi studi scientifici ed è sempre svolto dall'equipe formata dal Dr. Alessio Penzo e dalla Dott.ssa Loredana Scalini, psicofisiologi e psicologi esperti in biofeedback e neurofeedback, con lunga esperienza e formazione presso la  Behavioral Medicine Research and Training Foundation (Washington), tramite corso di formazione professionale approvato dalla APA (American Psychology Association), dalla BCIA (Biofeedback Certification International Alliance) e dalla NBCC, le maggiori organizzazioni internazionali di biofeedback e neurofeedback..

I sensori per la registrazione elettroencefalografica (EEG) sono posizionati sul cuoio capelluto in corrispondenza delle parti del cervello del paziente che devono essere addestrate. I sensori sono collegati ad un dispositivo che, in tempo reale, trasmette le informazioni al computer che esegue un programma di addestramento speciale. Il programma di solito appare come un videogioco, video e suoni. Il progresso nel videogioco o del video dipende dalla capacità del bambino di produrre la percentuale desiderata di onde cerebrali.

 

 


Obiettivi del Neurofeedback per l'ADHD e ADD


 

Il Trattamento di Neurofeedback da noi utilizzato è multicomponenziale ed è finalizzato al raggiungimento dei seguenti obiettivi clinici:  

  • Miglioramento / normalizzazione della capacità attentiva e di concentrazione - La normalizzazione di queste capacità è necessaria per il raggiungimento di migliori prestazioni scolastiche/universitarie/lavorative e migliori prestazioni in tutte le situazioni che richiedono attenzione prolungata. E' importante sottolineare come spesso il bambino o l'adulto con ADHD/ADD sia in grado di prestare attenzione prolungata nelle attività che considera piacevoli (ad. es. giochi, videogames) mentre le difficoltà di presentano con quelle attività percepite non altrettanto piacevoli o noiose. 

 

  • Riduzione / normalizzazione dell'impulsività - L'impulsività svolge un ruolo determinante nell'incapacità dell'individuo con ADHD/ADD a svolgere compiti che richiedono impegno e costanza; essa inoltre interferisce negativamente anche nei comportamenti legati alla socializzazione. L'impulsività è anche alla base di molti comportamento "devianti" come l'uso o abuso di droghe ed altri comportamenti criminali.

 

  • Riduzione dell'iperattività - Anche questo fattore influisce negativamente sulle prestazioni scolastiche/accademiche e lavorative.

 

  • Individuazione delle cause situazionali, psicologiche e/o comportamentali che possono aggravare il disturbo - Attraverso colloqui brevi che si svolgono nel corso delle sedute di Neurofeedback (empowerment).

 

  • Individuazione delle strategie psicologiche e comportamentali - volte ad eliminare i principali fattori che possono alimentare le varie componenti che caratterizzano l'ADHD e l'ADD. 

 

  • Qualità del sonno - un buon sonno ristoratore è di fondamentale importanza non solo per raggiungere e mantenere  un buon livello di efficienza mentale ma anche per fronteggiare l'ansia e lo stress che spesso sono associate all'ADHD e ADD; una mente stanca perché costantemente deprivata di sonno è una mente più vulnerabile allo stress e all'ansia.

 


Il Trattamento di Neurofeedback per l'ADHD/ADD in dettaglio


Il Trattamento multicomponenziale incentrato sul Neurofeedback è costituito dalle attività descritte di seguito:

  1. Psicodiagnosi - Per prima cosa effettuiamo un colloquio valutativo per effettuare o confermare la diagnosi di ADHD o ADD ed eventuali altre tipiche comorbidità come ansia e depressione.
  2. Misurazione Elettroencefalografica - In questa fase viene svolta una registrazione di base dell'EEG ad occhi aperti e ad occhi chiusi; tale misurazione viene svolta al fine di individuare le anomalie EEG da correggere con il training di neurofeedback nelle sedute successive. A tal fine l'EEG misurato in questa fase viene sottoposto ad un'analisi approfondita utilizzando i software e le tecnologie più all'avanguardia.
  3. Misurazione dello stress - Nella prima seduta si può effettuare  anche una misurazione dello stress attuale dell'individuo adolescente o adulto con ADHD, sia utilizzando gli strumenti del biofeedback, sia utilizzando test scientificamente validati. Questa misurazione è molto importante per far comprendere al paziente se e quanto stress stia subendo (e abbia subito), i danni fisici cui è esposto, la stretta relazione tra stress, ansia e iperattività e la conseguente necessità di definire delle strategie idonee volte a ridurre o eliminare le principali fonti di stress, attività quest'ultima che è facoltativa ma comunque fortemente consigliata anche perché non comporta costi aggiuntivi.
  4. Neurofeedback training - E' l'elemento portante dell'intero trattamento. Come già detto l’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico rilevabili nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche) gammabetaalfathetadelta ed SMR; l'ADHD e l'ADD sono legati ad alterazioni specifiche di alcune di queste componenti EEG. Il Neurofeedback è una tecnica sicura, innocua, indolore mediante la quale l'individuo impara a controllare volontariamente l'attività elettrica del proprio cervello e a normalizzare quindi le alterazioni EEG legate ai sintomi tipici dell'ADHD/ADD. Come dimostrato da numerosi studi e da decenni di pratica clinica questo training produce un aumento della capacità attentiva/concentrazione, una riduzione dell'iperattività con conseguenti miglioramenti sul piano comportamentale e sul rendimento scolastico o lavorativo. I nostri protocolli prevedono l'uso di game e realtà virtuale neurofeedback-guidati intervallati a compiti cognitivi di vario genere (lettura, ascolto, compiti d memoria, matematici, ecc.).
  5. Compiti simil-scolastici neurofeedback-guidati - Anche questa fase costituisce il cuore del trattamento; intervallati ai game e alla realtà virtuale neurofeedback-guidata, sono i compiti simil-scolastici neurofeedback guidati, presentati al bambino sul monitor in modo interattivo, come letture o brevi documentari tematici, per abituarlo non solo a utilizzare le abilità cognitive dell'attenzione e della memoria, ma anche per abituarsi ad esibire in pubblico le proprie abilità (ben ricompensate), a sviluppare un'immagine di sé più positiva, a rafforzare il proprio senso di autostima e autoefficacia. Questa fase è molto delicata perché occorre calibrare bene il livello di impegno richiesto al bambino con le sue reali abilità attuali e le sue preferenza (spesso ultraspecifiche), senza superare di troppo o troppo a lungo i suoi limiti attuali. Con gli adolescenti e gli adulti, naturalmente, si utilizzano sistemi più adatti a quelle fasce di età.
  6. Biofeedback Training - nel caso in cui l'ADHD / ADD sia accompagnato da stati d'ansia o stress si svolgono protocolli di biofeedback o neurofeedback finalizzati ad eliminare questi problemi che spesso complicano fortemente la condizione del paziente.  Esistono diversi protocolli di biofeedback per l'ADD/ADHD che spesso possono essere usati in combinazione; la scelta del protocollo più adeguato alla specifica situazione del paziente è di fondamentale importanza per la riuscita del trattamento.

ATTIVITA' ACCESSORIE


Le attività accessorie che seguono sono facoltative ma fortemente consigliate anche perché non comportano costi aggiuntivi.

  1. Igiene del sonno - dopo una valutazione sulla qualità del sonno vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una soddisfacente qualità del sonno, ciò che è indispensabile per il raggiungimento di una qualità della vita soddisfacente. Nel caso dei disturbi legati ad alterazioni del ritmo circadiano del sonno, si interviene con strategie mirate.
  2. Colloqui psicoeducativi  -  Nel caso dei pazienti adolescenti o adulti conoscere l'ADHD/ADD, ovvero i meccanismi psicologici e fisiologici che li sottendono e i fattori psicologici e ambientali che possono facilitarli, costituisce un passo importante. L'intervento psicoeducativo è finalizzato da una parte ad aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che questi disturbi possono essere gestiti e sconfitti, dall'altra ad estendere quel che via via si apprende durante il training alla vita reale di tutti i giorni, individuando le strategie più appropriate per affrontare e sconfiggere i sintomi tipici dell'ADHD / ADD..
  3. Rilassamento Progressivo - ad ogni seduta viene fornito un CD-audio con le istruzioni da seguire a casa (o al lavoro, in auto, ecc.) per l'esecuzione delle 8 fasi del Rilassamento Progressivo, una tecnica di rilassamento ben validata scientificamente dimostratasi efficace nel ridurre i sintomi.
  4. Brain Wave Entrainment (BWE) -  come già detto l’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico rilevabili nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche) gamma, beta, alfa, theta, delta; l'ADHD/ADD  sono legati ad alterazioni specifiche di queste componenti EEG; in casi specifici un uso controllato della BWE, nel contesto specifico del biofeedback/neurofeedback, contribuisce a normalizzare l'attività EEG alterata, potenziando gli effetti del trattamento integrato. Questa attività viene svolta facoltativamente solo in casi particolari.

 


 Quanto dura il trattamento?


Solitamente il trattamento integrato di Neurofeedback per ADHD / ADD  richiede un unico ciclo di 30 sedute, con cadenza settimanale. La prima seduta, durante la quale si effettua la diagnosi ed anche la valutazione EEG, ha una durata di 60-90 minuti; le sedute successive durano circa 40 minuti. Tuttavia, casi più difficili possono richiedere un numero di sedute superiore.

Quando possibile, per abbreviare i tempi del trattamento, ridurre i viaggi verso lo studio e, soprattutto, aumentare l'efficacia del training, usiamo fare due sedute consecutive nello stesso incontro, per cui, ad esempio, le 30 sedute vengono svolte in 15 incontri; questo solitamente viene fatto verso la metà del percorso o non appena il bambino/ragazzo mostra di aver spostato il suo livello di tolleranza ai compiti noiosi/impegnativi oltre la mezz'ora della seduta standard, caso in cui è bene estendere ulteriormente la durata delle sedute per alzare ulteriormente la sua soglia di tolleranza e la sua capacità di prestare attenzione per tempi via via più lunghi alle attività più impegnative e noiose. Per raggiungere questi livelli è necessario mantenere alta la motivazione del bambino/ragazzo per la durata dell'intero trattamento, che può durare diversi mesi, ragion per cui utilizziamo sistemi di feedback molto avanzati, vari e personalizzati, ricorrendo anche all'uso di giochi e realtà virtuale.

Occorre solo un ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento. 

  


Quanto costa il trattamento di Neurofeedback integrato?


L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclo di sedute senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.

Il Neurofeedback è una prestazione sanitaria detraibile e la tariffa di una seduta varia tra i 70 e gli 80 euro a seduta, a seconda delle modalità di pagamento (singole sedute o 'pacchetti').

La prima seduta, che comporta un'approfondita analisi del caso e la valutazione EEG (con la nostra strumentazione), ha un costo di 120 euro, ha una durata di circa 60-90 minuti durante i quali si svolge anche la misurazione EEG per rilevare le principali anomalie dell'attività elettrica cerebrale associate al disturbo.

 


 Il Neurofeedback ha effetti collaterali? E' un metodo naturale?


Il Neurofeedback è un metodo d'intervento naturale per eccellenza: sebbene si avvalga di strumenti tecnologici avanzati esso non comporta l'assunzione di sostanze di alcun genere (naturali o farmacologiche) e si basa sui meccanismi neurobiologici naturali dell'apprendimento. Il neurofeedback è una forma di allenamento (un training) guidato da tecnologie sofisticate e tecniche mirate.

Il neurofeedback è un metodo d’intervento sicuro, non-farmacologico, non-invasivo, indolore e privo di effetti collaterali, ad eccezione della possibile irritazione cutanea negli individui allergici al cerotto adesivo di alcuni sensori, fenomeno che si può evitare con le opportune misure.

 


  E' una cura a lungo termine?


Studi di follow-up a lungo termine (sino a 10 anni) hanno dimostrato che, per la maggior parte dei pazienti trattati con il Neurofeedback che continuano ad applicare le abilità apprese, gli effetti del trattamento rimangono invariati nel corso del tempo, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti. 

 


 Contatti


I trattamenti di Neurofeedback e quelli integrati sono svolti dalla équipe formata dal Dr. Alessio Penzo e dalla Dr.ssa Loredana Scalini presso lo studio situato in Via Giovanni Guareschi 123, 00143 - Roma (EUR-Laurentina).

E' possibile prendere un appuntamento, in base alle disponibilità, dal Lunedì al Sabato. 

 


Come raggiungerci


 

Indirizzo: Via Giovanni Guareschi 123 - Roma (EUR-Laurentina)

Con i mezzi pubblici: Fermata Metro B Laurentina + Autobus 776 oppure Fermata Metro B Fermi + Autobus 779

 


Alcune Ricerche


 

L'effetto a lungo termine del Neurofeedback nel trattamento del ADHD/ADD è stato dimostrato da numerosi studi. In questa sezione ne riportiamo solo una piccola parte. Per una rassegna completa e sempre aggiornata degli studi condotti sul potenziamento dell'abilità attentiva nei bambini, adolescenti e adulti con disturbi dell'attenzione, suggeriamo sempre di consultare Pubmed, la piattaforma web usata da tutto il mondo scientifico per la consultazione delle ricerche scientifiche.

Nel 2013 la AAP (American Academy of Pediatrics), una delle più grandi organizzazioni di pediatri al mondo (che oggi conta 64 mila pediatri) ha riconosciuto al neurofeedback il massimo livello (Livello 1) di raccomandazione per il trattamento dell' ADHD, basato sulla solidità ed estensione della ricerca scientifica prodotta sino ad oggi.

Nel 2015 Gonzalez-Castro e colleghi hanno condotto una ricerca su 136 pazienti con ADHD ed hanno dimostrato che il neurofeedback abbinato al trattamento farmacologico da i risultati migliori; inoltre il neurofeedback da solo ha determinato miglioramenti nelle funzioni esecutive superiori al solo farmaco.

Beuregard e Levesque (2006) hanno effettuato una risonanza magnetica funzionale (fMRI) sia su pazienti con ADHD prima e dopo il neurofeedback sia su pazienti (gruppo di controllo) non sottoposti a neurofeedback per vedere se il training di neurofeedback provocasse cambiamenti oggettivamente rilevabili. La risonanza magnetica funzionale ha evidenziato dei cambiamenti nei pazienti sottoposti al neurofeedback consistente nella normalizzazione dell'attività cerebrale; nei pazienti non sottoposti al neurofeedback (gruppo di controllo) la fMRI non ha evidenziato alcun cambiamento.

Kaiser e Othmer (2000) hanno fatto uno studio con 1.089 pazienti dimostrando che il neurofeedback training del ritmo EEG sensomotorio (12-15 Hz) e beta produce significativi miglioramenti nell’attenzione e nel controllo degli impulsi e cambiamenti positivi misurati nel test delle variabili dell’ attenzione (TOVA). 

Monastra, et al (2002) hanno lavorato con 100 bambini che assumevano Ritalin, oltre ad avere consulenza familiare e supporto accademico. Metà di essi ha ricevuto anche l'EEG biofeedback o Neurofeedback. Tutti i bambini hanno mostrato miglioramenti simili nel test TOVA e in una scala di valutazione dell’ADD. Ma solo i bambini che hanno fatto il neurofeddback sono stati in grado di mantenere  i loro miglioramenti senza Ritalin.

Altri studi, utilizzando tecniche simili, hanno mostrato un aumento nei punteggi  d'intelligenza e nel rendimento scolastico nei casi in cui al trattamento era stato aggiunto il training delle onde theta (Lubar et al 1995).

Un piccolo studio su 16 bambini ha comparato bambini allenati con neurofeedback con quelli in lista di attesa. I punteggi più alti sono emersi nel primo gruppo così come la riduzione dei comportamenti di disattenzione (Linden et al 1996).

Altri due studi hanno dimostrato che il Neurofeedback è efficace quanto il Ritalin in numerose misure (Rossiter e LaVaque 1995; Fuchs et al. 2003).

Un altro studio ha trovato che 16 su 24 pazienti che assumevano farmaci erano in grado di ridurre le dosi o interrompere del tutto il trattamento dopo l'allenamento con il Neurofeedback (Alhambra et al 1995).

Studi controllati e randomizzati hanno dimostrato la superiorità del neurofeedback (EEG biofeedback) rispetto al training attentivo computerizzato (Gevensleben et al. 2009a) e all'EMG biofeedback (Bakhshayesh et al. 2011). 

 In randomized controlled trials, it has been found to be superior in reducing the children’s inattentive, hyperactive and impulsive behavior (medium effect sizes) compared to computerized attention training (Gevensleben et al., 2009a) and EMG biofeedback (Bakhshayesh et al., 2011).

 


Bibliografia (parziale)


 

Alhambra, M.A., Fowler, T.P., & Alhambra, A.A. (1995). EEG biofeedback: A new treatment option for ADD/ADHD. Journal of Neurotherapy, 1(2), 39-43.

Bakhshayesh,A.R.,Hänsch,S.,Wyschkon,A.,Rezai,M.J.,andEsser,G.(2011). NeurofeedbackinADHD:asingle-blindrandomizedcontrolledtrial. Eur.Child Adolesc.Psychiatry 20, 481–491.

Carolyn Yucha and Christopher Gilbert's, 2004 "Evidence Based Practice in Biofeedback & Neurofeedback" AAPB, Wheat Ridge, CO.

Fuchs, T., Birbaumer, N., Lutzenberger, W., Gruzelier, J.H., & Kaiser, J. (2003). Neurofeedback treatment for attention-deficit / hyperactivity disorder in children: A comparison with methyphenidate. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 28(1), 1-12.

Kaiser, D.A., & Othmer, S. (2000). Effect of neurofeedback on variables of attention in a large multi-center trial. Journal of Neurotherapy, 4(1), 5-15.

Gevensleben,H.,Holl,B.,Albrecht,B.,Vogel,C.,Schlamp,D.,Kratz,O.,etal. (2009a). IsneurofeedbackanefficacioustreatmentforADHD?Arandomised controlledclinicaltrial. J. ChildPsychol.Psychiatry 50, 780–789.

González-Castro PCueli MRodríguez CGarcía TÁlvarez L. (2015).Efficacy of Neurofeedback Versus Pharmacological Support in Subjects with ADHD. Appl Psychophysiol Biofeedback.  [Epub ahead of print].

Linden, M., Habib, T, & Radojevic, V. (1996). A controlled study of the effects of EEG biofeedback on cognition and behavior of children with attention deficit disorder and learning disabilities. Biofeedback and Self Regulation, 21(1), 35-49.

Lubar, J.F., Swartwood, M.O., Swartwood, J.N., & O'Donnell, P.H. (1995). Evaluation of the effectiveness of EEG neurofeedback training for ADHD in a clinical setting as measured by changes in T.O.V.A. scores, behavioral ratings, and WISC-R performance. Biofeedback and Self Regulation, 20(1), 83-99.

Lubar, J. F. (1995). Neurofeedback for the management of attention-deficit=hyperactivity disorders. In M. S. Schwartz (Ed.), Biofeedback: A practitioner’s guide (pp. 493–522). New York, NY: Guilford.

Monastra, V.J., Monastra, D.M., & George, S. (2002). The effects of stimulant therapy, EEG biofeedback, and parenting style on the primary symptoms of attention-deficit/hyperactivity disorder. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 27(4), 231-249.

Rossiter, T.R., & La Vaque, T.J. (1995). A comparison of EEG biofeedback and psychostimulants in treating attention deficit/hyperactivity disorders. Journal of Neurotherapy, 1(1), 48-59.

 


VALUTAZIONE DEI PAZIENTI


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Rosa
Mio figlio di 8 anni ha l’ADHD, con il neurofeedback la sua attenzione è aumentata tantissimo: riesce a seguire meglio le lezioni a scuola, è meno iperattivo. Le insegnanti se ne sono accorte per prime e i suoi risultati e voti scolastici sono migliorati tantissimo. Per fortuna ho aspettato e non gli ho dato i farmaci che ci erano stati proposti inizialmente.
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