Neurofeedback e Brain Map per la Depressione
Costi, durata e metodo

Brain Map e Neurofeedback per la Depressione
La Brain Map (mappa cerebrale) è una mappa speciale che evidenzia le aree cerebrali disfunzionali e le interconnessioni disfunzionali legate alla depressione. E' il risultato di una valutazione EEG (elettroencefalografica) che si attua rilevando l'attività elettrica prodotta dal cervello con 21 sensori posti sulla testa (cuffia EEG).
In parole semplici, la Brain Map ci dice, con precisione, quali regioni cerebrali presentano alterazioni legate alla depressione e come si può agire su tali regioni col Neurofeedback, per correggere/normalizzare tali alterazioni e i sintomi depressivi.
Brain Map di Ultima Generazione
Presso il Centro di Neurofeedback e Biofeedback di Roma utilizziamo tecnologie e procedure all’avanguardia (Neuroguide® – USA) per la realizzazione delle Brain Map di Ultima Generazione e per i training di Neurofeedback BraiMap-guided per la depressione e per eventuali disturbi o condizioni associate (es. ansia e somatizzazioni).
I sistemi di Brain Mapping di Ultima Generazione utilizzati presso il nostro centro offrono vantaggi concreti in termini di velocità, qualità e comfort rispetto ai sistemi di vecchia generazione. Ecco alcuni vantaggi del Brain Mapping di Ultima Generazione:
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Elettrodi a secco (dry) – I dispositivi di vecchio tipo (tradizionali) richiedono l'applicazione di gel conduttivo o pasta conduttiva-adesiva sul cuoio capelluto sotto i 21 elettrodi (wet electrode); questo spesso arreca disagio (freddo alla testa, capelli e cuoio capelluto bagnati, sensazione di "sporco", fastidio durante l'esame), soprattutto nei bambini e in chi ha i capelli lunghi. Gli elettrodi DRY invece non richiedono alcun tipo di gel o pasta e risultano confortevoli.
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Setup rapido – Con i sensori dry il montaggio, in mani esperte, richiede 3–5 minuti; con i sistemi precedenti un montaggio fatto bene richiede almeno 30 minuti o più, limitando l’uso del Neurofeedback guidato da Brain Map.
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Segnale di alta qualità – Cuffie dry a bassissima impedenza e calibrazione in tempo reale assicurano tracciati EEG accurati.
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Risultati in 24 ore o meno - I vecchi sistemi richiedevano procedure di analisi lunghe e soggette a errori, con tempi di attesa che potevano richiedere settimane; con i sistemi di ultima generazione, la Brain Map ad altissima precisione e la sua interpretazione clinica basata sulla letteratura scientifica aggiornata settimanalmente, è pronta al massimo entro 24 ore dalla misurazione. Questa velocità è resa possibile grazie all'uso della piattaforma scientifica per il Brain Mapping più avanzata ed efficiente al mondo (Neuroguide), in uso presso il nostro Centro.
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Maggiore libertà di movimento – I nuovi sistemi riducono il vincolo dei cavi; quelli datati utilizzavano collegamenti lunghi a unità “fisse” che impedivano i movimenti.
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Software di analisi avanzati – Una Brain Map di qualità richiede anche software di analisi avanzati e precisi; le piattaforme più evolute, oggi principalmente sviluppate negli USA, richiedono computer potenti per compiere le analisi di alto livello necessarie. Noi utilizziamo il sistema più avanzato oggi disponibile (Neuroguide).
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Aggiornamento scientifico continuo – I sistemi da noi utilizzati, di ultima generazione, consentono un aggiornamento in tempo reale sui nuovi studi scientifici di settore, necessari allo psicofisiologo per compiere analisi e valutazioni cliniche sempre basate sui dati scientifici più aggiornati.
L’integrazione di questi strumenti con l’esperienza clinica e la preparazione tecnico-scientifica del nostro team rende il brain mapping e il neurofeedback più accurati e ben tollerati anche da pazienti “difficili”, come i bambini.
La costruzione di una Brain Map di alta qualità è il prerequisito fondamentale per il Neurofeedback Brain Map guided.
Cos'è la Depressione
La Depressione è una condizione invalidante in grado di rendere la persona passiva, apatica, priva di interessi, demotivata e priva dell'energia psicofisica necessaria a renderla capace di affrontare adeguatamente non solo gli eventi più stressanti della vita, ma anche quelli che, in condizioni normali, non sarebbero percepiti come stressanti.
Spesso la persona depressa cade in una condizione esistenziale di stasi negativa dalla quale non riesce ad uscire, anche a causa della mancanza dell'energia e della motivazione necessarie a determinare un cambiamento nella direzione desiderata; in questi casi è indispensabile chiedere un aiuto esterno che sostenga lo svolgimento di attività finalizzate ad aiutare l'individuo ad uscire da quella situazione di stasi negativa.
Una di queste attività è il neurofeedback, dimostratosi efficace nel trattamento non farmacologico della depressione, anche nei casi refrattari ad altri tipi di trattamento. Presso il nostro centro abbiamo potuto anche verificare che spesso il neurofeedback determina uno "sblocco" del paziente che mano a mano diviene anche più propenso ad indagare le cause psicologiche e situazionali del suo stato depressivo, facilitando ulteriormente il processo di guarigione.
Lo stato depressivo può interessare un periodo limitato della vita, magari come forma reattiva ad eventi stressanti come lutti, separazioni o fasi di passaggio dell'esistenza piuttosto difficili come il passaggio dall'adolescenza all'età adulta o il pensionamento.
In altri casi può essere una patologia vera e propria, come nel caso del Disturbo Depressivo Maggiore e del Disturbo Bipolare.
Vediamo quali sono nello specifico i sintomi della depressione e quali aree del funzionamento individuale interessano:
Depressione e Sintomi nell'area emotivo-affettiva
- Vissuto di pena, abbattimento, oppressione, tristezza, malinconia.
- Sentimenti di colpa.
- Senso di mancanza di sentimenti (distacco affettivo, estraneamento).
- Percezione del tempo: senso di interruzione del proprio divenire, il presente diventa stagnante e il passato pesa in modo opprimente sul presente; incapacità di vedere il futuro come sede delle proprie aspirazioni.
- Vissuto corporeo: corpo percepito come pesante, oppresso, malato, devitalizzato.
Depressione e Sintomi comportamentali
- Rallentamento dei processi psichici.
- Rallentamento motorio, con andatura stanca e lenta.
- Mimica scarsa e poco vivace, spesso fissata in un’espressione tragica.
Depressione e Sintomi cognitivi
- Pensiero rallentato e povero.
- Diminuzione della capacità di concentrazione.
- Autosvalutazione e ipercritica verso di sé.
- Presenza di temi depressivi e ripetitivi, difficilmente contrastabili con la critica.
- Nei casi più gravi presenza di deliri di colpa, indegnità e ipocondriaci.
Depressione e Sintomi fisici (spesso gli unici ad essere riferiti dai pazienti)
- Anoressia e perdita di peso.
- Stipsi.
- Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia).
- Astenia (senso di debolezza e mancanza di forze).
- Calo del desiderio sessuale.
Le Cause della Depressione
La depressione è innanzi tutto una condizione che investe la sfera psicologica e anche quella fisica (somatizzazioni); per psiche s'intende non solo il suo aspetto fenomenico (pensieri, ricordi, emozioni, percezioni, ecc.) ma anche il suo substrato biologico, il sistema nervoso.
La nostra psiche è il nostro cervello e qest'ultimo è strettamente collegato con tutti gli altri distretti corporei, modulandone l'attività e ricevendo continuamente informazioni dallo stesso. La depressione dunque è definibile come uno stato psicofisiologico che può essere indotto da diversi fattori che si intrecciano fra loro:
- Fattori genetici: è stato osservato che la depressione è più comune in individui che, nella loro famiglia biologica, hanno altri casi di depressione. La ricerca genetica sta tentando di trovare i geni che possono avere un ruolo nell’insorgenza della depressione. Questi fattori genetici possono esprimersi anche in alcune alterazioni strutturali del cervello osservate e in una maggiore predisposizione a sviluppare anomalie a livello di dei vari sistemi di trasmissione nervosa implicati nella depressione, come il sistema noradrenergico e il sistema serotoninergico.
- Stile Cognitivo: la depressione dipende molto dal proprio stile cognitivo e cioè dal modo in cui abitualmente tendiamo ad interpretare la realtà e a selezionare i pensieri che prevalentemente occupano la nostra mente. Si tratta di abitudini acquisite soprattutto attraverso l'educazione e le esperienze di vita intra ed extra familiari: sebbene infatti anche in questo caso la genetica ci fornisca una certa predisposizione a sviluppare un determinato stile cognitivo, dall'altra l'ambiente svolge un ruolo determinante nella misura in cui tale genetica si esprimerà: a seconda dell'ambiente in cui cresciamo e viviamo tale componente potrà esprimersi lungo un continuum che va da un valore minimo ad un valore massimo, a seconda di quanto l'ambiente sia facilitante l'esprimersi di quella genetica.
- Fattori ambientali - come già visto grande importanza riveste l'ambiente in cui l'individuo si sviluppa e vive. L'ambiente può influenzare non solo il modo in cui ci strutturiamo a livello cognitivo ed affettivo ma anche il presente in quanto tale: ad esempio un ambiente familiare o lavorativo difficile può indurre o facilitare l'insorgere di uno stato depressivo.
- Traumi infantili: sempre tra i fattori ambientali troviamo gli eventi traumatici verificatisi nell’infanzia, come abusi sessuali o la perdita di un genitore, possono determinare cambiamenti permanenti nel cervello, che rendono l’individuo più sensibile a sviluppare la depressione.
- Eventi stressanti: eventi come la morte o la perdita di una persona cara, problemi finanziari o elevato stress possono, in alcuni individui predisposti, innescare la depressione.
- Fattori ormonali: è stato ipotizzato che alcuni cambiamenti nell’equilibrio ormonale del corpo siano in grado di causare o innescare la depressione. I cambiamenti ormonali possono derivare da problemi alla tiroide, menopausa o da innumerevoli altre condizioni. In questo caso però i cambiamenti ormonali potrebbero essere anche solo una conseguenza di altri cambiamenti nel delicato equilibrio psicofisiologico.
E' bene sottolineare come la componente ambientale e i fattori psicologici svolgano un ruolo almeno pari a quello dei fattori genetici nell'insorgenza della depressione, ma che tale influenza deve essere sempre intesa in termini di predisposzione: l'individuo predisposto alla depressone è un individuo che la sviluppa solo in condizioni favorevoli, altrimenti può non svilupparla mai, e, cosa più importante, anche quando la sviluppa può uscirne con le adeguate strategie. E' per questa ragione che, se da una parte non è ancora possibile agire sulla genetica, dall'altra è possibile agire efficacemente sia sulla componente ambientale che sulla componente cognitiva, attraverso un buon intervento di tipo psicofisiologico come il neurofeedback e gli interventi psicologici, da soli o abbinati.
Il Neurofeedback per la depressione

L'attività cerebrale produce onde elettriche rilevabili sullo scalpo nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche): esistono diversi tipi di onde EEG come le onde gamma, beta, alpha, theta e delta.
Condizioni patologiche come la depressione, l’ADHD, i disturbi dell'apprendimento, il Disturbo da Stress Post Traumatico, l'emicrania, l’epilessia, e l’ansia sono associate a specifiche alterazioni di queste onde cerebrali che riflettono alterazioni dell’attività elettrica cerebrale (onde EEG) generate dalle alterazioni funzionali delle reti neuronali coinvolte nelle funzioni alterate.
Non solo: queste alterazioni funzionali sono localizzate in specifiche aree cerebrali, individuabili con la realizzazione di una Brain Map. La Brain Map ci dà quindi 2 informazioni di base: il tipo di alterazione e il locus dell'alterazione; ciò consente la pianificazione di interventi di Neurofeedback Brain Map guided ultra focalizzati e ultra personalizzati.
Depressione e Alpha Asymmetry
Il Neurofeedback (o EEG-Biofeedback) è un vero e proprio allenamento (training) del cervello mediante il quale il cervello, grazie al feedback immediato fornito dalla strumentazione utilizzata (filmati, immagini, grafici, realtà virtuale), modifica la propria attività elettrica correggendo in tal modo l'anomalia funzionale delle regioni cerebrali disfunzionali (individuate con la Brain Map).
E' importante sottolineare come questo processo di correzione il cervello lo attui in modo "automatico" solo grazie al feedback che riceve, a patto che il feedback sia accurato (= sistemi di Neurofeedback avanzati); il paziente cioè deve solo prestare attenzione ai segnali di feedback (video, suoni, ecc.) e seguire le indicazioni dello psicofisiologo.
Per quanto riguarda la depressione e la cosiddetta "asimmetria alfa", numerosi studi, riassunti da Davidson (1992, 1995, 1998a), hanno dimostrato quanto segue:
- La regione cerebrale sinistra è maggiormente associata ad emozioni e memorie positive
- La regione cerebrale destra è maggiormente associata ad emozioni e memorie negative
A livello neurofisiologico è stato dimostrato che gli individui depressi, rispetto ai non depressi, presentano un'attività elettroencefalografica alfa (8-13 Hz) basale più elevata nelle regioni frontali dell'emisfero sinistro rispetto alle regioni frontali dell'emisfero destro (Henriques and Davidson 1990; 1991; Davidson et al. 2002; Coan & Allen 2004; Herrington et al. 2010; Stewart et al. 2011).
Poiché l'attività alfa è associata ad un minor livello di attivazione corticale, la presenza di una maggiore quantità di attività alfa nelle regioni frontali dell'emisfero sinistro rispetto alle regioni frontali dell'emisfero destro è associata ad un'ipoattivazione delle prime.
Poiché l'attività della regione frontale sinistra è maggiormente associata alle emozioni e memorie positive una sua ipoattivazione basale si riflette in una maggiore predisposizione dell'individuo a sviluppare sintomi depressivi e una ridotta sensibilità alle ricompense (Peeters et al. 2014; Stewart et al. 2010).
Questa differenza nell'attività alfa delle regioni frontali destra e sinistra è stata definita "alpha-asymmetry" ossia asimmetria alfa nei pazienti con depressione (Disturbo Depressivo Maggiore).
Diversi studi hanno inoltre dimostrato che l'alpha asymmetry può essere considerata sia uno "state marker" (indicatore della presenza) della depressione, sia un indicatore della predisposizione dell'individuo a sviluppare sintomi depressivi, sia entrambi (Debener et al. 2000; Allen et al. 2004; Thibodeau et al. 2006; Allen & Cohen 2010; Bruder et al. 2004; Bruder et al. 2008).
Tramite adeguati protocolli di neurofeedback è possibile correggere l'alpha asymmetry riducendo l'attività alfa nell'emisfero sinistro e riducendo in tal modo i sintomi depressivi.
Diversi studi infatti hanno dimostrato come il ripristino di una normale attività elettrica cerebrale tramite il neurofeedback determini anche la marcata riduzione dei sintomi depressivi (Peeters et al. 2014; Sacchet & Gotlib 2016; Schoenberg & David 2014; Caldwell 2016; Micoulaud-Franchi et al. 2015; Banerjee & Argaez. 2014; Hammond 2005; Baehr et al; 1997; 2001; Rosenfeld et al. 1996) .
Da uno studio inoltre è emerso che mentre il neurofeedback è efficace nel ridurre la depressione misurata tramite la Hamilton Depression Rating Scale (con un punteggio passato da 11,33 a 4,08) la psicoterapia ha solo un debole effetto (con un punteggio passato da (12,36 a 11,08); nella nostra esperienza invece il supporto psicologico si è sempre dimostrato di grandissima efficacia: l'abbinamento Neurofeedback + trattamento psicologico ha un'efficacia superiore rispetto all'uso di un solo tipo di intervento.
Bisogna poi aggiungere che la depressione può presentarsi in diverse forme in individui diversi o anche nello stesso individuo ma in periodi differenti; a livello EEG la depressione non implica necessariamente un'asimmetria alfa, ma altre anomalie EEG che oggi, grazie agli strumenti di ultima generazione (Brain Map), è possibile individuare tramite una comparazione tra l'EEG del paziente e i valori normali di riferimento.
Il Protocollo di Neurofeedback per la Depressione in dettaglio
La realizzazione delle Brain Map e i Trattamenti di Neurofeedback da noi utilizzati si basano sui protocolli internazionali più efficaci e si snoda nelle attività descritte di seguito:
- Psicodiagnosi - Per prima cosa effettuiamo un colloquio valutativo per effettuare o confermare la diagnosi di depressione, per comprenderne la gravità e le cause principali e per individuare eventuali altre tipiche comorbidità come l'ansia, i disturbi del sonno, le dipendenze e le somatizzazioni.
- Brain Map - In questa fase viene svolta una registrazione EEG (elettroencefalografica) ad occhi aperti e ad occhi chiusi con 21 sensori dry (= a secco, senza gel) per la costruzione della Brain Map. Tale misurazione viene svolta al fine di individuare le regioni cerebrali disfunzionali associate alla depressione del paziente e, conseguentemente, pianificare il training di Neurofeedback. Il Brain Mapping eseguito presso il nostro Centro è di Ultima Generazione. Si può anche svolgere una misurazione EEG tradizionale (senza brain map)
- Misurazione dello stress - Nella prima seduta si effettua sempre anche una misurazione dello stress attuale dell'individuo con depressione, sia utilizzando gli strumenti del biofeedback/neurofeedack, sia utilizzando test scientificamente validati. Questa misurazione è molto importante per una diagnosi differenziale tra le varie forme di depressione; spesso la depressione è reattiva a situazioni specifiche, altre volte è una manifestazione dello stress cronico (condizione spesso confusa con altre forme depressive).
- Neurofeedback training - E' l'elemento portante dell'intero trattamento. Come già detto, l’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico rilevabili nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche) gamma, beta, alfa, theta, delta ed SMR; la depressione è legata ad alterazioni specifiche di alcune di queste componenti EEG in alcune aree cerebrali; è possibile rilevare solo attraverso l'uso di strumenti professionali di ultima generazione. Il Neurofeedback è una tecnica sicura, innocua, indolore mediante la quale il cervello, durante le sedute, modifica automaticamente e normalizza le alterazioni EEG legate ai sintomi tipici della depressione nelle aree cerebrali disfunzionali su cui si applica il training. Come dimostrato da numerosi studi e da decenni di pratica clinica, questo training, durante le sessioni, produce una normalizzazione dell'attività elettrica cerebrale ed un miglioramento di tutti i sintomi della depressione. Durante una tipica sessione di neurofeedback l'individuo (bambino o adulto che sia) impara a raggiungere e mantenere la corretta attività elettrica cerebrale grazie ad un sistema di feedback (ossia un segnale che lo/la informa in tempo reale sulla sua attività elettrica cerebrale). Il Neurofeedback può essere svolto anche nei pazienti che stanno assumendo farmaci, con l'obiettivo di eliminarli progressivamente durante o dopo la fine del training, sempre sotto controllo medico.
- Brain Wave Entrainment - Facoltativamente e ove indicato, per velocizzare il training di neurofeedback i nostri protocolli prevedono anche l’uso di una tecnica accessoria di neuroterapia definita Brain Wave Entrainment (BWE), letteralmente “Trascinamento delle Onde Cererbali”, una tecnica (piacevole e senza effetti indesiderati) che, attraverso l’uso di una strumentazione particolare, permette la rapida normalizzazione delle onde cerebrali, seppur solo temporaneamente.
Il BWE è un sistema non invasivo, totalmente indolore e privo di effetti collaterali che, utilizzando le vie sensoriali visiva e uditiva, è in grado di modificare temporaneamente le onde cerebrali nella direzione necessaria alla normalizzazione dell’attività cerebrale.
Se, ad esempio, l’individuo depresso presenta una configurazione EEG con un eccesso di onde delta, attraverso il BWE è possibile normalizzare la sua attività cerebrale; se l'individuo con attacchi di panico presenta un'eccesso di onde beta, attraverso la BWE è possibile ridurre la potenza di tali onde ma, ricordiamolo, solo temporaneamente.
La BWE infatti, da sola, è insufficiente a produrre effetti duraturi; il suo effetto si estende solo per la durata della stimolazione sensoriale. La BWE infatti viene usata con successo solo per “sbloccare” o facilitare/velocizzare in modo ultra-selettivo quei meccanismi cerebrali che poi dovranno essere permanentemente normalizzati solo col training di Neurofeedback vero e proprio.
In questi casi la seduta di neuroterapia (neurofeedback + BWE) inizia con qualche minuto di BWE, per riattivare velocemente i meccanismi che producono la normalizzazione EEG, seguito subito dal training di neurofeedback finalizzato a mantenere e potenziare in modo duraturo e autonomo (senza ausili esterni) la normalizzazione dell’attività cerebrale.
L’uso del solo BWE non produce cambiamenti duraturi ma, adeguatamente abbinato al Neurofeedback, ne velocizza sensibilmente i tempi; prima di stabilire quale protocollo di BWE utilizzare (ne esistono moltissimi) è indispensabile individuare l’alterazione EEG su cui “tarare” sia lo strumento del BWE, sia lo strumento del neurofeedback; così come esistono diversi tipi di ansia o depressione, così esistono diverse tipologie di alterazioni EEG sottostanti; per tale ragione è indispensabile effettuare una valutazione EEG iniziale per individuare le alterazioni EEG specifiche di ogni individuo in relazione al suo specifico disagio ed effettuare poi misurazioni nel corso del trattamento per monitorare i cambiamenti e ritarare gli strumenti in modo da ottimizzare l’efficacia del trattamento e ridurne i tempi.
Il trattamento combinato BWE+Neurofeedback velocizza il trattamento di neurofeedback e ne riduce sensibilmente i costi.
- Colloqui psicologici - Il protocollo di neurofeedback è tanto più efficace quanto più cucito su misura sulla persona che soffre di depressione; è vero infatti che nella valutazione (Brain Map) delle alterazioni EEG che accompagnano lo stato depressivo si fa riferimento a dei dati normativi (alla "normalità" basata sul confronto con persone senza disturbi) ma è anche vero che ogni individuo presenta delle differenze di cui la norma statistica non tiene conto e che invece è necessario considerare quando si ha a che fare con una persona reale, che non è un numero. Per tale ragione affiancare il neurofeedback brain map guided a un counseling psicologico breve velocizza il raggiungimento degli obiettivi dell'intervento, ossia il ripristino di una condizione di benessere psicofisico.
- Biofeedback Training - Nel caso in cui la depressione sia accompagnata da stati d'ansia o stress si svolgono anche brevi protocolli di biofeedback finalizzati ad eliminare questi problemi che spesso complicano fortemente la condizione del paziente. Esistono diversi protocolli di biofeedback per l'ansia che possono essere usati in combinazione col neurofeedback tradizionale o guidato dalla Brain Map (QEEG). La scelta del protocollo più adeguato alla specifica situazione del paziente è di fondamentale importanza per la riuscita del trattamento.
ATTIVITA' ACCESSORIE
Le attività accessorie che seguono sono facoltative ma fortemente consigliate anche perché non comportano costi aggiuntivi.
- Igiene del sonno - dopo una valutazione sulla qualità del sonno vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una soddisfacente qualità del sonno, ciò che è indispensabile per il raggiungimento di una qualità della vita soddisfacente. Nel caso dei disturbi legati ad alterazioni del ritmo circadiano del sonno, si interviene con strategie mirate.
- Colloqui psicoeducativi - Conoscere i meccanismi psicologici e fisiologici che sottendono la depressione e i fattori psicologici e ambientali che possono facilitarli, costituisce un passo importante. L'intervento psicoeducativo è finalizzato da una parte ad aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che questi disturbi possono essere gestiti e sconfitti, dall'altra ad estendere quel che via via si apprende durante il training alla vita reale di tutti i giorni, individuando le strategie più appropriate per affrontare e sconfiggere i sintomi tipici della depressione.
- Rilassamento Progressivo - ad ogni seduta viene fornito un CD-audio con le istruzioni da seguire a casa (o al lavoro, in auto, ecc.) per l'esecuzione delle 8 fasi del Rilassamento Progressivo, una tecnica di rilassamento ben validata scientificamente dimostratasi efficace nel ridurre i sintomi. Anche questa attività è facoltativa e viene utilizzata solo con i pazienti che tollerano o si trovano bene con questo tipo di tecniche.
Quanto dura il trattamento?
Solitamente il trattamento di Neurofeedback per la depressione richiede un unico ciclo di almeno 20-30 sedute o più a seconda della gravità del disturbo e degli eventuali disturbi associati (es. ansia, stress, somatizzazioni).
Il trattamento/training richiede da 1 a 3 sedute a settimana a seconda delle possibilità del paziente.
La prima seduta, durante la quale si effettua la diagnosi ed anche la valutazione EEG, ha una durata di 60-90 minuti nel caso della misurazione EEG tradizionale (senza Brain Map); di 90-120 minuti nel caso della realizzazione della Brain Map.
Le sedute di Neurofeedback Brain Map guidate durano circa 40 minuti.
Occorre solo un unico ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento.
Quanto costa il trattamento di Neurofeedback?
L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclo di almeno 20-30 sedute senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.
La tariffa di una seduta Neurofeedback tradizionale è di euro 70,00; il costo di una seduta di Neurofeedback guidata dalla Brain Map è di euro 100,00.
La prima seduta comporta un'approfondita valutazione psicofisiologica che include una precisa misurazione dei parametri fisiologici (attività del sistema nervoso autonomo) svolta con la nostra strumentazione e una valutazione psico-neuro-endocrino-immunologica (volta ad individuare con maggior precisione i fattori che causano o facilitano la depressione).
La prima seduta ha un costo pari a:
- € 120,00 nel caso della misurazione EEG tradizionale (senza Brain Map)
- € 650,00 nel caso della realizzazione della Brain Map (€550,00 con bonifico anticipato).
E' possibile svolgere la prima seduta con misurazione EEG tradizionale e, in seguito, integrare la seduta di Brain Mapping ad un costo di euro 500,00.
Il neurofeedback è una prestazione sanitaria detraibile.
Il Neurofeedback ha effetti collaterali? E' un metodo naturale?
Il Neurofeedback è un metodo d'intervento naturale per eccellenza: sebbene si avvalga di strumenti avanzati esso non comporta l'assunzione di sostanze di alcun genere (naturali o farmacologiche) e si basa sui meccanismi neurobiologici naturali dell'apprendimento. Il neurofeedback è una forma di allenamento (un training) guidato da tecnologie sofisticate e tecniche mirate.
Il neurofeedback è un metodo d’intervento sicuro, non-farmacologico, non-invasivo, indolore e privo di effetti collaterali, ad eccezione della possibile irritazione cutanea negli individui allergici al cerotto adesivo di alcuni sensori, fenomeno che si può evitare con le opportune misure.
Nei protocolli di training respiratorio e di rilassamento gli individui predisposti possono inoltre sperimentare una sensazione di "testa leggera" conseguente all'attività respiratoria. Tali fenomeni sono reversibili e possono essere ridotti o evitati con le opportune precauzioni.
E' una cura a lungo termine?
Studi di follow-up a lungo termine hanno dimostrato che gli effetti del trattamento di Neurofeedback rimangono invariati nel corso del tempo, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti. Questo ad esempio è stato dimostrato sino a 5 anni dalla fine del trattamento (Baehr et al. 2001) il che significa che l'effetto raggiunto è permanente.
Contatti
La realizzazione delle Brain Map di ultima generazione e i trattamenti di Neurofeedback tradizionali e Brain Map guidati, sono sempre svolti dalla équipe formata dal Dr. Alessio Penzo e dalla Dr.ssa Loredana Scalini, Psicofisiologi e Psicologi, presso lo studio situato in Via Giovanni Guareschi 123, 00143 - Roma (EUR-Laurentina).
E' possibile prendere un appuntamento, in base alle disponibilità, dal Lunedì al Sabato.

Come raggiungerci
Indirizzo: Via Giovanni Guareschi 123 - Roma (EUR-Laurentina)
Con i mezzi pubblici: Fermata Metro B Laurentina + Autobus 776 oppure Fermata Metro B Fermi + Autobus 779
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