Brain Map e Neurofeedback per Trauma e Dissociazione


 

 

Trauma, Dissociazione e Disturbo Post-Traumatico da Stress:

Cosa accade nel cervello e come può aiutare il Neurofeedback?

 

Che cos’è il trauma 

Un trauma non è semplicemente un evento doloroso: è un’esperienza che supera la capacità del sistema nervoso di autoregolarsi.

Quando una persona vive una minaccia intensa (fisica o relazionale), il cervello attiva automaticamente il sistema (o circuito) della paura. Questo sistema ha il compito di proteggerci di fronte a un pericolo (reale o potenziale).

In condizioni normali:

  • si attiva l’amigdala (rilevamento del pericolo),

  • aumenta l’attivazione corporea,

  • la corteccia prefrontale valuta la situazione,

  • se il pericolo non è reale o termina, il sistema si spegne.

Nel trauma, invece, l’attivazione è troppo intensa o troppo prolungata, e il sistema di regolazione non riesce a riportare il cervello in equilibrio.

 

Che cos’è il Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS)

Il DPTS è una condizione in cui il cervello continua a reagire come se il pericolo fosse ancora presente, anche quando non lo è.

I sintomi principali includono:

  • ricordi intrusivi o flashback

  • iperattivazione (allerta costante)

  • evitamento

  • difficoltà nel sonno

  • irritabilità

  • dissociazione

  • difficoltà di concentrazione

Dal punto di vista neurobiologico, le ricerche sul DPTS hanno messo in evidenza tre caratteristiche fondamentali (Hayes, J. P., Hayes, S. M., & Mikedis, A. M., 2012):

-Sistema della paura iperattivo: l’amigdala reagisce in modo eccessivo anche a stimoli non pericolosi.

-Sistema di controllo indebolito: la corteccia prefrontale (in particolare la vmPFC) fatica a “spegnere” la risposta di paura.

-Rete di integrazione instabile: le aree cerebrali non si sincronizzano correttamente, soprattutto sotto stress.

 

Cos’è la dissociazione

La dissociazione è una risposta automatica di difesa, e può manifestarsi come:

  • sentirsi “fuori dal proprio corpo”

  • percepire la realtà come irreale

  • non ricordare parti di ciò che è accaduto

  • sentirsi improvvisamente “spenti” o distaccati

Dal punto di vista del cervello, la dissociazione è una forma di disconnessione temporanea tra le reti superiori di controllo e i sistemi emotivi profondi.

Quando l’emozione diventa troppo intensa e il controllo non riesce a contenerla, come avviene spesso nel DPTS,  il cervello può “disattivare” temporaneamente l’integrazione per proteggere l’individuo (Lanius, et al., 2012). Si tratta dunque di una risposta di sopravvivenza.

Cosa succede nel cervello durante un episodio traumatico?

Quando si percepisce una minaccia:

  1. L’amigdala si attiva

  2. Si attiva il sistema dello stress

  3. Aumenta la produzione di noradrenalina

  4. Il corpo entra in stato di allerta

Se lo stress è molto intenso la corteccia prefrontale può perdere temporaneamente la sua efficienza, la capacità di riflettere (controllo razionale) diminuisce, prevalgono quindi risposte automatiche come panico, fuga, freezing, dissociazione (Arnsten, A. F. T., 2009; Berridge, C. W., & Spencer, R. C., 2016).

Nei traumi ripetuti (come quelli relazionali nell’infanzia), questo meccanismo può diventare abituale e ripetersi: il cervello impara così a reagire nello stesso modo anche in situazioni che non sono realmente pericolose.

Perché il cervello perde integrazione?

Il funzionamento del cervello dipende dalla sincronizzazione temporale tra le diverse aree: le diverse reti (cioè aree del cervello che svolgono determinate funzioni) devono “lavorare insieme” nel momento giusto.

Nel trauma e nel DPTS si osserva:

  • difficoltà di sincronizzazione,

  • instabilità nella comunicazione tra emisferi,

  • difficoltà nel riallineare le reti dopo uno stimolo emotivo.

Quando questa sincronizzazione si rompe l’esperienza soggettiva può diventare frammentata, ed è qui che può comparire la dissociazione.

Perché alcune persone sotto stress cercano stimoli intensi

In certe situazioni, alcune persone cercano stimoli intensi come sport estremi, comportamenti sessuali compulsivi, autolesionismo, comportamenti ad alto rischio: non si tratta semplicemente di una “ricerca di piacere”, spesso è un tentativo inconscio di regolare uno stato interno instabile e incontrollabile.

Stimoli molto intensi infatti, possono temporaneamente bloccare la ruminazione, aumentare la focalizzazione, ridurre la sensazione di vuoto, “riorganizzare” temporaneamente l’attività cerebrale. Il problema è che l’effetto di questi stimoli è temporaneo.

Come può aiutare il Neurofeedback

Il neurofeedback è una forma di allenamento cerebrale che aiuta il cervello a imparare a autoregolarsi meglio.

Nel trauma e nel DPTS, il funzionamento dinamico di alcune reti cerebrali è alterato, e nello specifico, il neurofeedback può aiutare a:

  • ridurre l’iperattivazione,

  • migliorare la stabilità emotiva,

  • rafforzare il controllo prefrontale,

  • migliorare la sincronizzazione tra reti,

  • ridurre la tendenza alla dissociazione.

(Riferiementi scientifici: van der Kolk, B. A., Hodgdon, H., Gapen, M., Musicaro, R., Suvak, M. K., Hamlin, E., & Spinazzola, J., 2016; Kluetsch, R. C., Ros, T., Théberge, J., Frewen, P. A., Calhoun, V. D., Schmahl, C., & Lanius, R. A., 2014).

 

 

 


Brain Map per Traumi e Dissociazione


Il brain mapping (o mappatura cerebrale) è un’analisi del funzionamento elettrico del cervello ottenuta con un elettroencefalogramma quantitativo (qEEG). Si registrano per alcuni minuti le onde cerebrali in uno stato di riposo, a occhi aperti e chiusi, e si confrontano con un database normativo di riferimento. In questo modo è possibile vedere (in una mappa cerebrale) come comunicano tra loro le diverse aree del cervello e se ci sono zone che lavorano troppo o troppo poco.

Nel caso del disturbo post traumatico (DPTS) la brain map può mostrare un’eccessiva instabilità o iperattivazione in alcune aree corticali. Durante il training, il neurofeedback rinforza in modo mirato l’attività più stabile e armoniosa di quelle aree, aiutando il cervello a ridurre i sintomi associati nel tempo.

 

 

 

 

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